Coronavirus, l’uscita dal lockdown degli altri: il Portogallo termina lo stato d’emergenza

A differenza dei vicini di casa iberici, gli altri abitanti della penisola – i portoghesi – non hanno patito eccessivamente il coronavirus: 25190 sono stati i casi confermati (1671 le guarigioni, 1023 i decessi).

E oggi sarà l’ultimo giorno di stato d’emergenza (che è in vigore dal 18 marzo).

Lo ha annunciato il presidente della Repubblica portoghese Marcelo Rebelo de Sousa che ha aggiunto: ”Si spera che in futuro non sia necessario reintrodurre lo stato di emergenza”.

In conferenza stampa ha quindi sottolineato ulteriormente come il pericolo non sia definitivamente passato: ”Quello che conta, in questa nuova fase, è che i portoghesi devono sapere che resta importante il contenimento, per cui dobbiamo compiere piccoli passi e valutare costantemente”.

Termineranno quindi le misure di lockdown adottate per contenere la diffusione del coronavirus.

Bisogna evidenziare come comunque il lockdown sia stato leggermente differente da quello vissuto in Italia.

Lo ha sottolineato Wired, in un articolo pubblicato in cui ha paragonato due lockdown “diversi” (tra loro e rispetto a quello tricolore): quello portoghese e quello svedese (criticato dal giornalista, in barba ai complimenti dell’OMS).

Circa il caso portoghese – il giornalista di Wired ha citato Politico (che citiamo a nostra volta) che descriveva così il lockdown lusitano: “è meno stringente di quello di molte altre nazioni europee: le industrie e i cantieri edili sono ancora aperti, e ai cittadini è permesso svolgere esercizio fisico una volta al giorno e uscire per fare la spesa e per andare in farmacia. La maggior parte delle persone, però, rimane a casa”.

Un po’ come nel caso greco, le misure di contenimento in questione sono state adottate con estrema rapidità (complice probabilmente la possibilità di avere a disposizione il caso italiano).

E questo è stato sicuramente un fattore che ha consentito di ridurre il numero di morti.