Coronavirus, per Palazzo Chigi gli amici: “Non sono affetti stabili”. Tutti i chiarimenti sulla fase 2

I congiunti non sono amici - chiarimenti sul nuovo decreto

Il nuovo decreto ha provocato molte perplessità e sollevato interrogativi, per questo Palazzo Chigi ha elaborato delle Faq in cui fa chiarezza.

Palazzo Chigi ha elaborato delle risposte alle domande frequenti relative alla fase due, chiarendo a chi si riferisce quando parla di persone “legate da un solido legame affettivo”.

Le persone contemplate sono familiari, consanguineri e acquisiti, ma la possibilità di incontro è estesa anche a  compagni, conviventi, fidanzati, coniugi e persone legate da unioni civili.

Espressamente indicati anche i parenti fino al sesto grado e gli affini. La Repubblica cita come esempi “i figli dei cugini tra loro e i cugini del coniuge”. L’indicazione è comunque di ridurre le visite al massimo, limitando gli incontri a motivi di necessità e senza rinunciare a distanze e dispositivi di protezione.

Sono esclusi gli amici, che “non rientrano tra gli stabili legami affettivi”, non giustificando perciò gli spostamenti.

Chi è rimasto bloccato fuori regione al momento del lockdown può spostarsi per rientrare presso il proprio domicilio.

Chiarite anche le disposizioni relative alle attività motorie, che si potranno svolgere unicamente in modalità individuale. Resta obbligatorio mantenere le distanze da altre persone che si potrebbero incontrare durante lo sport o la passeggiata, rispettivamente di due metri e di un metro.

Seconde case, ecco cosa dice il Dpcm

Riguardo le seconde case il divieto di spostarsi è stato sostituito dal permesso di recarvisi solo se si rimane all’interno della stessa Regione.

A tal proposito il decreto recita specificatamente: “deve intendersi consentito lo spostamento purché non si esca dal territorio regionale“. Le regioni hanno emanato ulteriori ordinanze atte a normare questo tipo di spostamenti. In Sicilia il governatore Nello Musumeci consente tramite ordinanza gli spostamenti stagionali, ovvero purchè ci si sposti una sola volta e non ripetutamente tra prima e seconda casa. Evitando i giorni festivi per limitare il rischio di assembramenti.

In Abruzzo il governatore Marsilio permette gli spostamenti verso le seconde case purchè il rientro nella residenza principale avvenga in giornata.

Di parere diverso e contrario il governatore Rossi della Toscana,  che ha chiesto al premier un intervento sul Dpcm per vietare gli spostamenti nelle seconde case.

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