Coronavirus, secondo nuove ricerche i pazienti con carenza di vitamina D rischiano maggiormente di morire

Coronavirus - correlazione tra morte e carenza di vitamina D

La vitamina D svolge un ruolo di fondamentale importanza per sopravvivere al coronavirus. Ad affermarlo un nuovo studio che ha esaminato i livelli di vitamina D tra pazienti provenienti da 20 paesi Europei.

La ricerca è stata condotta dagli scienziati del Queen Elizabeth Hospital Foundation Trust e dell’Università dell’East Anglia. Il team consiglia l’integrazione di vitamina D per proteggersi dal coronavirus. Lo studio deve superare ancora il vaglio di altri scienziati ma attualmente supporta un ulteriore ricerca che afferma come maggiori livelli di vitamina D migliorino le possibilità di guarire dal Covid-19 una volta contratto.

In realtà sono diversi gli studi che convergono su questa ipotesi: il Trinity College di Dublino ha scoperto una riduzione del 50% dell’infezione polmonare in pazienti che integrano la vitamina D.  Il team ha ipotizzato come “la vitamina potrebbe essere coinvolta nella soppressione delle risposte infiammatorie gravi osservate in pazienti Covid-19 gravemente malati”, come riportato dal Daily Star. A seguito della pubblicazione di questa ricerca, l’Università di Granada ha avviato una sperimentazione di 10 settimane su persone adulte.

Uno studio del 2019 ha analizzato i livelli di questa vitamina in soggetti Europei e Medio Orientali, concentrandosi su 20 paesi per escludere fattori interferenti, come la latitudine del paese. Un dato emerso è la carenza della vitamina negli anziani, purtroppo il gruppo più a rischio di decesso per il virus.

Cos’è la Vitamina D e come si assume

La vitamina D è necessaria a fissare il calcio e si assume attraverso alimenti come pesce e funghi, o esponendo la pelle alla luce solare per almeno 5 o 10 minuti al giorno.

L’analisi statistica dei decessi per coronavirus rivela come il gruppo maggiormente carente di vitamina D, ovvero gli anziani, sia il più vulnerabile.

Lo studio riportante i livelli di questa vitamina nelle varie popolazioni è pubblicato sul sito prestampato Research Square. Nonostante non sia ancora nota la motivazione per cui la vitamina D possa svolgere un ruolo di protezione contro il coronavirus, lo studio è supportato da ricerche antecedenti alla pandemia. Si evidenzia inoltre come maggiori livelli di vitamina D siano associati a un minor rischio di altre malattie che colpiscono l’apparato respiratorio quali asma, tubercolosi e influenza.

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