Coronavirus, posizioni a confronto: il primario Giuseppe De Donno contro Roberto Burioni

Immagine da: Le Iene

Giuseppe De Donno, primario presso il Reparto di Pneumologia dell’Ospedale Carlo Poma di Mantova e Roberto Burioni hanno due opinioni diverse sull’impiego del plasma delle persone guarite nelle terapie anti-Coronavirus

Gli Ospedali Carlo Poma di Mantova e San Matteo di Pavia stanno lavorando congiuntamente a uno studio che potrebbe permettere, in futuro, di utilizzare il plasma delle persone guarite nella cura del Coronavirus. Di questo plasma ha parlato anche Roberto Burioni, il quale ha realizzato un video in cui spiega l’esistenza dei pro e de i contro esistenti nel percorrere questa strada. Le parole del noto virologo hanno scatenato la reazione del primario del Carlo Poma, che gli ha risposto confutando alcune delle frasi da lui pronunciate. Vediamo cos’è accaduto.

Il plasma iperimmune utilizzato per curare il Coronavirus? Ecco come stanno lavorando a Mantova e Pavia

Scontro sui social tra il virologo Roberto Burioni e Giuseppe De Donno, primario del Reparto di Pneumologia dell’Ospedale Carlo Poma di Mantova. Motivo del contendere? Una sperimentazione che gli Ospedali di Mantova e Pavia hanno portato avanti utilizzando il plasma dei pazienti affetti da Coronavirus che sono riusciti a guarire: il cosiddetto “plasma iperimmune”. La sperimentazione ha messo in luce dei risultati sorprendenti, fanno sapere dal Poma.

Il concetto su cui si basa questo tipo di terapia è semplice: si sfruttano gli anticorpi che il sangue dei guariti ha sviluppato contro il Coronavirus e lo si inietta nei pazienti malati, che così dovrebbero avere un aiuto in più per sconfiggere il Covid-19. Massimo Franchini (Responsabile dell’Immuneomatologia e Medicina trasfusionale del Poma) ha fatto sapere che “Ora con i colleghi di Pavia stiamo riesaminando tutti i casi, valutando la risposta clinica e strumentale, per trarre delle conclusioni generali su questa che è una terapia specifica contro Covid-19“.

Il plasma iperimmune utilizzato per curare il Coronavirus? La discussione tra Burioni e De Donno

Sui social, ovviamente, non solo si parla di questa cura ma hanno anche iniziato a circolare fake news in proposito, tanto che lo stesso Massimo Franchini le ha dovute smentire specificando che con questa terapia il rischio di trasmissione di malattie infettive è pari a zero. Cosa diversa è la polemica scoppiata tra Roberto Burioni e il primario Giuseppe De Donno.

Ma a che proposito? Il 29 aprile scorso Burioni ha realizzato un video, pubblicato su MedicalFacts, attraverso il quale ha messo in evidenza i punti critici della cura che si sta sperimentando. Il virologo ha confermato la serietà di questi studi, spiegando che per non si tratta di una novità assoluta in quanto in passato anche altre malattie erano state curate in modo similare. Inoltre, Burioni parla di “prospettiva interessante, ma d’emergenza. Non può essere utilizzata ad ampio spettro”.

La risposta del primario Giuseppe De Donno è arrivata a mezzo Facebook :

Il signor scienziato, quello che nonostante avesse detto che il coronavirus non sarebbe mai arrivato in Italia, si è accorto in ritardo del plasma iperimmune”, e ancoraForse il prof non sa cosa è il test di neutralizzazione. Forse non conosce le metodiche di controllo del plasma. Visto che noi abbiamo il supporto di AVIS glielo perdono. Io piccolo pneumologo di periferia. Io che non sono mai stato invitato da Fazio o da Vespa. Ora, ci andrà lui a parlare di plasma iperimmune. Ed io e Franchini alzeremo le spalle, perché…. importante è salvare vite! Buona vita, quindi, prof Burioni. Le abbiamo dato modo di discutere un altro po’. I miei pazienti ringraziano”.

Maria Mento