Fase 2 al via, il Presidente del Consiglio ricorda: “Non è un liberi tutti. Dovremo vedere come andranno le cose”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:33

Coronavirus, Conte

Domani, lunedì 4 maggio 2020, parte ufficialmente la cosiddetta fase 2. Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha voluto raccomandare ancora una vola prudenza e ricordare ai cittadini che non siamo tornati alla normalità

Il Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte ha rilasciato un’intervista ai microfoni de La Stampa, e ha parlato ampiamente della fase 2 che l’Italia inizierà ad affrontare da domani. Conte ha voluto sottolineare che i cittadini, finora così bravi nel rispettare le regole tanto che questo sforzo collettivo ha permesso di approdare a questa seconda fase, dovranno fare ancora dei sacrifici per non vanificare gli sforzi fatti dall’8 marzo in poi.

Insomma, il Presidente ha voluto avvertire: anche se la stanchezza si sta facendo sentire, dopo due mesi trascorsi in casa, il “4 maggio” non è la data del  “liberi tutti”. Anzi, è proprio questo il momento in cui dovremo impegnarci di più per fare la differenza e non piombare in una seconda fase di drammatici contagi.

Fase 2 al via, Giuseppe Conte avverte: “Domani, 4 maggio, non torneremo a fare una vita normale”

Entriamo nella fase due dell’emergenza. Questo non casualmente, ma grazie al poderoso sforzo collettivo che abbiamo fatto tutti insieme e che ci ha permesso di ricondurre a un livello accettabile la soglia del contagio. Questa nuova fase ci è costata enormi sacrifici ed è per questo che non può essere intesa come un ‘liberi tutti’”.

Così Il Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte ha parlato della fase 2 ai microfoni de La Stampa che lo ha intervistato. Il tema principale di cui si è parlato è proprio quello della seconda fase della gestione dell’emergenza sanitaria portata dal Coronavirus e la paura principale è quella che i cittadini possano incappare nell’equivoco di considerare la fase 2 come un ritorno alla normalità, alla vita che facevamo prima che l’emergenza scoppiasse.

Così non è e Giuseppe Conte lo ha voluto dire chiaramente: domani, 4 maggio, non ci sarà un “liberi tutti”. Si tratta, anzi, di una fase in cui- vista qualche possibilità di uscita in più– dovremo fare ancora più attenzione al distanziamento sociale e interpersonale.

Fase 2 al via, il Presidente sui pieni poteri: “Abbiamo bisogno di gente che abbia cultura istituzionale”

Il Presidente, consapevole delle perdite economiche che il lockdown sta provocando un po’ in tutti i settori produttivi, ha spiegato che le aperture anticipate non sono escluse a prescindere. Tutto dipenderà da come andranno le cose in fase 2 e se ci sarà, o meno, un ritorno al numero di contagi della fase 1. In ogni caso, la riapertura sarà deciso soltanto in base a quello che diranno gli esperti:

Se nei prossimi giorni avremo risultati positivi potremo anche valutare di anticipare alcune riaperture, venendo incontro ad alcune specifiche richieste delle Regioni. Ma una cosa è riaprire sulla base di verifiche agganciate ad accurati parametri che tengano conto dell’andamento epidemiologico, altra cosa è farlo in base a iniziative estemporanee”.

Poi anche un pensiero sulla questione dei “pieni poteri” che gli è stato contestato di aver preso per sé. Conte ha chiarito che:

Sono fortemente convinto che un sistema come il nostro non abbia affatto bisogno di investiture messianiche, né di uomini investiti di pieni poteri. Più semplicemente ha bisogno di persone che abbiano cultura istituzionale e senso di responsabilità, consapevoli di dover agire per il bene comune, non distratti dal proprio ‘particulare’ o condizionati da gruppi o cordate”.

E sul fronte degli enti locali?

Il nostro dialogo è costante e, nel complesso, anche fruttuoso. Stiamo ottenendo questi risultati con lo sforzo di tutti”.

Maria Mento

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