Coronavirus, virologi italiani messi in discussione: la risposta che mette a tacere tutti

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:09

Da quando l’emergenza è iniziata, abbiamo ascoltato l’opinione di numerosi virologi del Bel Paese. Ora c’è chi getta delle ombre sulla credibilità scientifica di alcuni virologi italiani

Una nuova polemica si è aperta e riguarda, ancora una volta, il fronte Coronavirus. Stavolta, il bersaglio sono i virologi italiani: virologi che in questi mesi abbiamo imparato a conoscere sia attraverso le pagine social che ne hanno veicolato le idee sia attraverso i programmi televisivi che hanno dato loro voce. La polemica riguarda il fatto che alcuni virologi italiani sarebbero stati messi in discussione sulla base del numero delle loro pubblicazioni, come ad esempio è accaduto per il campano Giulio Tarro, e sulla base di una classifica di cui ora parleremo.

Ma può essere esclusivamente una pubblicazione (o un gruppo) a rappresentare la cartina tornasole del reale valore di un esperto? Secondo chi ha voluto rispondere a questo attacco assolutamente no, perché esistono diversi tipi di esperienze e di variabili di cui non si può non tenere conto nel valutare la carriera di un medico.

Virologi italiani messi in discussione, la classifica sugli esperti che stanno affiancando i Governi per fronteggiare l’emergenza

In questi giorni c’è chi ha messo in discussione il valore professionale di virologi italiani quali Silvio Brusaferro, Roberto Burioni e Fabrizio Pregliasco. Ce ne parla Franco Bechis, autore di un articolo pubblicato sul IlTempo.it nel quale si legge che “Sono ultimi in classifica mondiale per la bibbia della scienza- Scopus- i virologi che hanno imposto la chiusura dell’Italia  al governo”. La classifica in questione è quella che valuta tutti gli esperti che in questo momento stanno affiancando i vari Governi mondiali nella lotta al Coronavirus.

Alcuni virologi italiani, quali Alberto Mantovani, Giuseppe Remuzzi e Luciano Gattinoni (quest’ultimo in forze in Germania), hanno ottenuto una votazione rispettabilissima. Ma, si spiega nell’articolo, si vedono poco in televisione e non sono consulenti del Governo. In compenso, i virologi che appaiono di più sulle reti televisive italiane sono quelli che si trovano in posti non buoni della classifica.

Tra i virologi che sono stati criticati c’è anche Giulio Tarro, napoletano, la cui competenza è stata messa in discussione da un articolo scritto dall’associazione “Biologi per la Scienza”. In che senso “competenza messa in discussione”? Come riporta una Dagonota pubblicata da Dagospia, si parla di scarso riconoscimento di Tarro presso la comunità scientifica internazionale: riconoscimento basso che sarebbe dovuto al fatto che nel corso della sua carriera il virologo avrebbe pubblicato poco e su riviste discutibili.

Virologi italiani messi in discussione, le critiche e le risposte

L’articolo di Franco Bechis ha ricevuto dei commenti che criticano, e duramente anche, le posizioni e le valutazioni fatte. Questo perché bisogna considerare anche che ci sono esperti di altissimo livello– formatisi con l’esperienza sul campo– che magari hanno lasciato il mondo accademico e non pubblicano più.

Scrive Dagospia nella sua Dagonota (ed ecco per cui fare affidamento alle sole pubblicazioni di uno scienziato, può essere fuorviante):

“(…) Morale? Il mondo delle pubblicazioni spesso è una mafietta, i grandi scienziati le opere le fanno scrivere ai collaboratori perché non hanno tempo da perdere e chi lavora in ospedale spesso esce dal mondo dei convegni e delle riviste scientifiche perché preferisce operare sul campo. Ma questo ricordatevelo sempre, non solo quando dovete smerdare il povero Tarro (che infatti, sui suoi 50 anni da medico sul campo, non ha ricevuto mezza critica neanche dai famigerati ”Biologi per la scienza”…)”.

Maria Mento

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