Cambiamento climatico: 3 miliardi di persone vivranno in condizioni climatiche estreme nel 2070

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:20

Secondo uno studio condotto dal Global System Institute, entro il 2070 ci saranno 3 miliardi di persone che vivranno in condizioni climatiche estreme.

Sono ormai decenni che la comunità scientifica avverte i governi e le popolazioni mondiali sul rischio che l’inquinamento possa portare ad effetti catastrofici per l’ambiente e per le persone. Una maggiore attenzione mediatica sull’argomento è stata posta lo scorso anno quando è emersa la figura di Greta Thumberg, adolescente svedese che ha guidato milioni di ragazzi in strada per protestare contro l’immobilismo dei governi mondiali sulla tematica ambientale.

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Un recente studio condotto da ricercatori provenienti da Cina, Stati Uniti e Inghilterra, ha confermato che, a meno di una riduzione dell’effetto serra, entro il 2070 ci sarà un’aumento della temperatura terrestre di ben 3°C, il che esporrebbe circa tre miliardi di persone ad un clima talmente torrido da essere invivibile. Lo studio, condotto dal direttore del Global System Institute dell’Università di Exeter Tim Lenton è stato basato sui dati dell’incremento delle temperature calcolati dalle Nazioni Unite.

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Cambiamento climatico: “Bisogna pensare ai poveri”

Lo studioso è stato intervistato dalla ‘BBC‘ (ecco qui l’articolo) ed ha spiegato che per circa 6.000 anni l’umanità ha vissuto in una “nicchia climatica” che verrebbe sorpassata proprio a causa degli effetti dell’effetto serra. Secondo i dati analizzati, nemmeno se gli Stati rispettassero gli accordi di Parigi si eviterebbe l’aumento di 3°C della temperatura terrestre entro il 2070.

Ai microfoni dell’emittente Lenton ha spiegato: “La terra si riscalda più velocemente degli oceani, quindi la terra si scalderà più di tre gradi”. Un aumento delle temperature che potrebbe essere di ben 7 gradi e che renderebbe quasi invivibili zone come l’Africa sub-sahariana, alcune zone del Medio Oriente, l’India, l’Australia ed il Sud America.

Lo stesso Lenton spiega infine che lo studio è teso a salvaguardare le fasce più povere della popolazione: “A mio avviso, lo studio non è rivolto ai ricchi che possono chiudersi all’interno di palazzi con l’aria condizionata e isolarsi da ogni cosa. Noi dobbiamo preoccuparci di quelli che non hanno modo di isolarsi dal clima e dal meteo che li circonda”.

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