Coronavirus, nonna muore in casa di riposo. Il dolore dei parenti: “Costretti a guardarli dietro ad una barriera”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:43

Una donna è morta a causa del Coronavirus nella casa di riposo in cui era alloggiata. Ai figli non è stato permesso di entrare e l’hanno vista morire attraverso una finestra.

La morte di May Hastie, mamma di 5 figli e nonna di ben 9 nipoti, è avvenuta in una casa di riposo a Glasgow, in totale solitudine. La donna, infatti, ha contratto il coronavirus e le sue condizioni sono peggiorate rapidamente. Dalla struttura – la Bonnyholm Gardens Care Home – hanno avvertito i figli, i quali si sono fiondati per cercare di starle accanto negli ultimi istanti di vita. Come successo per molte altre vittime del Coronavirus, anche per loro non è stato possibile starle accanto.

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Distrutti dal dolore, ma desiderosi di vedere la madre per l’ultima volta, i figli di May sono rimasti nei pressi della struttura cercando di vederla dalla finestra. La distanza però era troppa e da una posizione troppo bassa non riuscivano a vederla, quindi hanno chiesto una scaletta ad una delle persone che abitano vicino alla casa di riposo. In quel modo sono riusciti in qualche modo a vedere per l’ultima volta il viso sofferente della madre, ma adesso che è morta denunciano la mancanza di misure protettive all’interno della casa di riposo.

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Coronavirus, il dolore dei figli di May

Intervistata dal ‘Mirror‘, la figlia della vittima ha raccontato il dolore provato nel dover assistere alla morte della madre in quel modo, senza avere possibilità di starle accanto. La donna, ancora affranta per la perdita, ha spiegato: “Abbiamo dovuto prendere in prestito una scala da uno dei residenti della zona per vedere oltre le barriere di metallo. A circa 7 metri di distanza e attraverso il vetro della finestra. Il personale ha girato il letto così che potessimo vederla in viso, ma era così distante che era praticamente impossibile. E’ stato assolutamente straziante e avvilente per noi. Tutto ciò che volevamo era stringerle la mano e starle accanto negli ultimi istanti”.

Il motivo di tale misura di sicurezza, spiega la donna, è che all’interno della casa di riposo non c’erano sufficienti dispositivi di protezione personale: “Le misure di protezione erano assolutamente inadeguate. Ci hanno offerto una maschera, dei guanti ed un grembiule, invece di una tuta completa e di una visiera. Ci hanno reso impossibile entrare, poiché se l’avessimo fatto avremmo messo in pericolo noi stessi e gli altri”.

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