Coronavirus, il ceppo europeo “più aggressivo” di quello iniziale. Ma ora la forza del virus sembra minore

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:22

coronavirus mutazione ceppo aggressivoUn nuovo ceppo di coronavirus che sembra essere ancora più contagioso rispetto alla versione osservata nei primi giorni dell’epidemia.

E’ quanto emerge da un nuovo studio condotto dagli scienziati del Los Alamos National Laboratory e pubblicato dal Los Angeles Times. Il nuovo ceppo si è diffuso in tutto il mondo ed è apparso originariamente in Europa a febbraio prima di “sbarcare” sulla costa orientale degli Stati Uniti.

Anche la Duke University e l’Università di Sheffield in Inghilterra hanno contribuito al rapporto. Non solo il nuovo ceppo sembra diffondersi più velocemente, ma renderebbe anche le persone sensibili ad una seconda infezione del coronavirus.

Lo studio di 33 pagine è stato pubblicato giovedì scorso su BioRxiv, un sito Web in cui i ricercatori condividono il loro lavoro.

Immunologi europei: “Coronavirus sembra ora meno aggressivo”

Secondo quanto riferito, gran parte della ricerca mondiale sul Covid-19 è incentrata sul ceppo iniziale e i nuovi autori hanno riferito di aver condiviso lo studio online perché sentivano un “urgente bisogno di un allarme tempestivo” per garantire che i trattamenti su cui si sta lavorando risultino efficaci anche contro la successiva mutazione.

La mutazione D641G, delineata nel nuovo rapporto, consente di fatto al coronavirus di infiltrarsi più facilmente nelle cellule respiratorie. Nel frattempo, alcuni immunologi europei sostengono che il coronavirus stia diventando meno aggressivo in queste ultime settimane. Anche negli ospedali lombardi si registrano sempre meno “casi gravi” rispetto al mese di marzo.

 

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