Coronavirus, parla l’immunologo Francesco Le Foche: “C’è una riduzione dei casi clinici importanti”

Francesco Le Foche, immunologo clinico, è stato ospitato da Rai Radio 2 per parlare dell’emergenza Coronavirus. Il professionista ha detto che adesso i medici si trovano di fronte a casi di infezione meno gravi

L’Italia è entrata nella fase 2 e i dati riportati quotidianamente ci dicono (almeno per il momento) che le cose stanno volgendo al meglio. A questa seconda fase della gestione dell’emergenza sembra corrispondere un’aggressività minore del Coronavirus, tant’è che ci troviamo di fronte a casi meno gravi rispetto a quelli fatti registrare in fase 1. Ce lo spiega meglio l’immunologo clinico Francesco Le Foche, ospite nell’ambito del programma radiofonico “I Lunatici”, in onda su Rai Radio 2.

Intervista a Francesco Le Foche, l’immunologo ospitato su Rai Radio 2

Il Coronavirus ha investito l’Italia con la forza di un treno in corsa ed è normale che ci sia stata una fase di pressione (soprattutto in Lombardia, la regione maggiormente colpita) che ha messo in crisi il Sistema Sanitario Nazionale e le terapie intensive. Adesso, per fortuna, va meglio ed è anche possibile che il virus abbia perso parte della sua virulenza. Perché? Perché in terapia intensiva finiscono sempre meno persone. Lo ha raccontato l’immunologo clinico Francesco Le Foche, ospite nel salotto de “I Lunatici”, programma di Rai Radio 2 condotto da Andrea Di Ciancio e Roberto Arduini.

“(…) Oggi vediamo delle sindromi meno importanti dal punto di vista clinico. Questo potrebbe essere dato da una riduzione della virulenza del virus. Io sono un clinico, sul campo vedo delle sindromi meno aggressive. E come me, sul campo, lo hanno visto altri colleghi. Come il prof.Bassetti o il prof.Muzzi, persone di alto profilo che hanno interpretato anche loro questa riduzione di casi clinici importanti. Riserviamo la terapia intensiva a casi rarissimi, nel resto dei casi ci troviamo davanti a delle sindromi meno aggressive“, ha rivelato l’immunologo.

Intervista a Francesco Le Foche, un aiuto può arrivare dall’immunoterapia passiva

Francesco Le Foche ha invitato alla cautela per quanto riguarda l’entusiasmo derivante dalla possibile protezione fornita agli anticorpi. In realtà, non ci sono dati sicuri e i test sierologici effettuati in tal senso vanno interpretati con accortezza. L’immunologo ha anche parlato di un anticorpo sviluppato in laboratorio sfruttando il concetto dell’immunoterapia passiva. Questo anticorpo è un anticorpo neutralizzante (non un vaccino) che non permette al virus di agganciare la cellula da infettare. Una possibile scoperta da utilizzare come terapia? Certo, ma ci vorrà tempo per sviluppare bene lo studio relativo.

Francesco Le Foche ha parlato anche di fase 2 e ha detto , ricalcando le idee già espresse dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che non deve essere un “liberi tutti”. I progressi che siamo riusciti a fare in questi due mesi non vanno sprecati:

“(…) Servono comportamenti consapevoli e responsabili da parte di ognuno. Se il nostro comportamento continua ad essere responsabile, nelle prossime due o tre settimane, e riusciamo a mantenere un calo dei contagi, probabilmente arriviamo ad un risultato importante, probabilmente superiamo una condizione per cui si è messa in crisi la salute pubblica, ma anche l’economia. Adesso la cosa importante è riuscire a curare di nuovo le patologie che abbiamo messo un po’ all’angolo. Penso ai pazienti oncologici, a quelli che avrebbero dovuto fare degli interventi, a quelli che hanno patologie croniche. Bisogna rivalutare tutte le persone, non occuparci solo del Covid“.

Maria Mento