Coronavirus, si suicida imprenditore oppresso dalla crisi causata dal lockdown

suicidio imprenditoreSi è tolto la vita a 58 anni un piccolo imprenditore, molto probabilmente a causa delle troppe spese provocate dal lungo lockdown per arginare l’epidemia di Covid-19

Ha lasciato una lettera di addio per motivare il suo gesto estremo, dopodichè si è tolto la vita. È di fatto la prima vittima della crisi innescata dal lockdown conseguente alla pandemia di coronavirus: si tratta di un imprenditore di 58 anni, che ha deciso di suicidarsi nella sua fabbrica a Barra; Antonio Nagari si è impiccato proprio nell’azienda che si occupa di manifatture in legno e ferramenta e che ha la sua sede a Napoli, in via Murelle: a nulla è valso l’intervento dei soccorsi. I sanitari non hanno potuto farem altro che constatarne il decesso: è stata la moglie, interrogata dai carabinieri, a spiegare che Antonio era terrorizzato per il futuro della sua ditta, a causa degli enormi debiti che, a causa del lockdown, si stavano accumulando. All’origine del tragico gesto vi sarebbero dunque motivi di natura familiare ed economica: due mesi di chiusura hanno portato ad un importante accumulo di spese e a crescenti difficoltà che il 58enne non sarebbe più riuscito a sostenere. Amici e familiari sono sconvolti per il suicidio di un uomo del quale ricordano “semplicità, allegria” ma anche la sua eleganza, lealtà, il suo affetto.

La reazione del premier Conte

“La tua amicizia, la tua simpatia, la tua generosità, il tuo sorriso…..troppe cose belle avevi perché io ti possa mai dimenticare”, sono le parole di un conoscente su Facebook. Sula vicenda è intervenuto anche il premier Giuseppe Conte che, durante l’incontro con Rete Imprese Italia, ha dichiarato: “Una notizia dolorosa; non conosciamo ancora i dettagli ma siamo vicini alla famiglia”.