Sentenza di Karlsruhe sul Qe, parla Giulio Tremonti: “Niente sarà più come prima”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:52

La Corte Costituzionale tedesca ha chiesto dei chiarimenti alla Bce sull’applicazione del Qe. Ecco perché questa mossa potrebbe ripercuotersi suoi sostegni economici ai Paesi colpiti dal Coronavirus

La BCE ha dato il via al programma Quantitative Easing (Qe), questione sulla quale due giorni fa- il 5 maggio 2020- si è espressa la Corte Costituzionale tedesca. La sentenza emessa dalla Corte di Karlsruhe ha stabilito che ci deve essere un chiarimento. A che proposito? Pare che il programma della BCE non contrasti con la Costituzione tedesca, ma che la Banca dovrà dichiarare entro tre mesi gli obiettivi che si intendono raggiungere adottando il Qe e lo dovrà fare in maniera chiara e argomentando le decisioni prese.

In sostanza, va chiarito se le decisioni prese dalla BCE siano proporzionali rispetto alle situazioni economiche degli Stati in zona euro nel momento in cui si è deciso di prendere questa decisione. La sentenza è stata commentata dall’ex Ministro delle Finanze Giulio Tremonti.

Sentenza di Karlsruhe sul Qe, è la BCE a dettare la linea dell’Europa

La Corte Costituzionale tedesca contro il Quantitative Easing. I giudici di Karlsruhe hanno chiesto di avere, entro tre mesi dall’emanazione della sentenza (5 maggio 2020), chiarimenti in merito dalla BCE. Gli effetti della sentenza non sono poco rilevanti: lo ha affermato Giulio Tremonti nel corso di un’intervista rilasciata ai microfoni de Il Sole 24 Ore.

Tremonti ha spiegato con molta chiarezza la differenza che esiste tra il potere politico Usa, che si mantiene intatto e tiene il controllo sulla Fed, e quello europeo, dove invece a dettare la linea è proprio la BCE:

“(…) è la Casa Bianca che comanda comunque sulla Fed. In Europa è stato ed è l’opposto, dal 2012 il potere è passato dalla politica e dai governi alla Bce, e da questa al mercato monetario. Due prove: in questi otto anni nella Ue non c’ è stato un solo atto significativo di politica economica. E tre mesi fa abbiamo assistito a un cerimoniale sottomissorio, in cui i vertici politici europei si sono presentati a Francoforte a celebrare il nuovo board della Bce. Sarebbe stato difficile vedere De Gaulle, Adenauer, Mitterand o Cossiga in una condizione del genere”.

Sentenza di Karlsruhe sul Qe: “La fine dell’illusione di un illimitato accesso ai fondi della BCE”

Poi l’ex Ministro ha commentato la sentenza e il fatto che i contenuti espressi dalla Corte indichino, di fatto, cosa realmente accade in Europa: il fatto che la Germania abbia messo la sua Costituzione al di sopra dell’Unione. Così si spiega anche come una corte nazionale produca, con una sentenza, effetti sovranazionali.

La sentenza riflette la lettera e lo spirito tanto della Costituzione quanto del popolo tedesco. Nel merito è una sentenza discutibile, e dice che la Bce non fa finanziamenti monetari vietati ma politica economica illegittima. Ma queste sono questioni di lana caprina. Il punto essenziale è che alla Bce come alla Fed hanno operato i Picasso dell’ economia, che hanno messo i liquidi al posto dei solidi, i debiti al posto del capitale, i tassi sottozero, inseguito l’inflazione come (irraggiungibile) amica, e messo la magia al posto della realtà. È tutto questo apparato, trasformato da eccezione necessaria in prassi continuata fino a oggi, va contro l’ idea tedesca del buon governo”, ha detto l’ex Ministro.

La sentenza potrebbe avere ripercussioni sull’Italia? Niente sarà più come prima, o come avremmo sperato che sarebbe potuto essere, e questo a prescindere dalla natura tecnica della decisione, e “cade l’illusione di un illimitato accesso ai fondi della Bce”.

A questo link è possibile leggere l’intervista integrale fatta a Giulio Tremonti.

Maria Mento

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