C’è vita su Marte? Scienziati scovano tracce di vita su un meteorite proveniente dal pianeta rosso

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:17

Un’equipe di scienziati giapponesi ha scovato tracce di gas che potrebbero permettere la vita, su un meteorite proveniente da Marte.

Una delle domande a cui gli scienziati stanno cercando di dare risposta in questi anni è se su Marte, pianeta più prossimo alla Terra, ci siano mai state le condizioni per la vita. Dai rilevamenti delle varie sonde inviate sul Pianeta rosso, si è scoperto che in passato c’era dell’acqua. Proprio l’acqua è uno degli elementi fondamentali per la vita, il che porta a credere che la vita ci possa essere stata.

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La sola presenza di acqua non permette di comprendere se ci fossero le componenti necessarie affinché al suo interno si sviluppasse la vita. Una risposta è giunta lo scorso 24 aprile da uno studio condotto da un’equipe di scienziati giapponesi sul meteorite Allan Hills 84001, precipitato in Antartide 4 miliardi di anni fa. La scoperta del meteorite risale al 1984 e già in passato la comunità scientifica si era divisa su di esso. Già allora, infatti, erano state trovate tracce di Nitrogeno in quantità simili a quelle che ci sono sulla Terra.

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La scoperta degli scienziati sul meteorite proveniente da Marte

Mentre alcuni ritenevano che la presenza del gas fosse una prova sufficiente della presenza di acqua sul Pianeta rosso, altri sostenevano invece che le tracce del gas erano dovute alle contaminazioni che il meteorite aveva subito precipitando sulla Terra. In questi mesi un’equipe di scienziati giapponesi ha effettuato degli studi su uno strato profondo della roccia, così da eliminare quegli strati sicuramente contaminati dall’atmosfera terrestre.

Il risultato ottenuto dalle analisi è che il quantitativo di materiali chimici all’interno della roccia è troppo elevato per poter essere giustificato solamente con la contaminazione terrestre. Dunque, a loro avviso, ci sono i presupposti per poter asserire che ci potrebbe essere un ambiente subacqueo su Marte, all’interno del quale ci sarebbero i presupporti per la vita di materia organica.

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