Coronavirus, i pazienti guariti potrebbero manifestare sintomi invalidanti per anni

Gravi complicanze per i sopravvissuti al Covid-19

Il coronavirus potrebbe provocare complicanze di salute anche anni dopo aver sconfitto la malattia.

Sempre più medici affermano che i sopravvissuti al coronavirus potrebbero manifestare complicanze per anni. Inoltre, secondo i dati raccolti in Inghilterra, si pensa che i sintomi del Covid-19 possano durare molto più a lungo dei periodo attualmente individuato in due settimane, arrivando ad oltre 30 giorni.

Ma l’ipotesi più allarmante è che i pazienti sopravvissuti al virus potrebbero attendersi altre battaglie. Le complicazioni di lunga durata possono includere affaticamento, danni ai polmoni e al cuore, ictus e persino danni al cervello.

Il medico che ha curato Boris Johnson ha definito il coronavirus come “la nuova polio“, malattia ricordata per aver ucciso milioni di persone in tutto il mondo.

Il dott. Hurt è specialista in terapia intensiva presso la NHS Foundation Trust. Secondo lui numerosi pazienti presenteranno una “malattia post-critica con disabilità fisica, cognitiva e psicologica che richiederà una gestione a lungo termine”.

Non esiste ancora un’analisi scientifica confermata in merito agli effetti prolungati del Covid-19, ne è il virus è stato collegato dal punto di vista medico alla poliomelite.

Il caso della donna con sintomi invalidanti

Sintomi di una condizione potenzialmente permanente sono stati individuati in una madre di 48 anni di East London. Nove settimane dopo la comparsa dei sintomi del Covid-19, alla donna è stata diagnosticata una cardiomiopatia. Si tratta di un infiammazione che rende più difficile al cuore pompare sangue nel corpo. Oltre a questo, le è stato riscontrato del tessuto cicatriziale nei polmoni. Un postumo già riscontrato in altri pazienti guariti dal coronavirus.

Come riportato dal Daily Star, la donna potrebbe necessitare in futuro di un pacemaker. Lei stessa ha dichiarato di esserne stata informata e di continuare a lottattare per ogni boccata di ossigeno. Mentre per dormire è costretta a posizionarsi sul lato destro per alleviare la pressione sul cuore.