Liberazione di Silvia Romano, gli equilibri geo-politici tra Italia, Turchia e Somalia: ecco cosa sappiamo

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:39

L’Italia ha pagato una cifra sostanziosa per la liberazione di Silvia Romano, ma in ballo non ci sono solo la Somalia e le azioni terroristiche di Al-Shabaab: c’è anche l’influenza della Turchia

La liberazione di Silvia Romano è arrivata dopo mesi di trattative che sono state tenute segrete e mostra un risultato che si è potuto raggiungere grazie a quello che è lo scacchiere geo-politico internazionale attuale.

E mentre la Procura di Milano ha aperto un’indagine sugli insulti social lanciati all’indirizzo della ragazza (insulti che hanno dei risvolti minacciosi), l’attenzione si volge proprio ai fragilissimi equilibri esistenti in Paesi africani tra i quali Somalia e Libia, dove molto conta l’influenza del Governo turco di Erdogan, e sul “debito” che l’Italia ha quindi contratto con la Turchia stessa.

Liberazione di Silvia Romano, l’influenza del Governo turco sulla Somalia

Il termine Al-Shabaab (che deriva dall’arabo e significa “Partito dei Giovani”) indica un gruppo terrorista jihadista sunnita di matrice islamica che è attivo in Somalia dal 2006, anno della sua fondazione. Sono loro i terroristi che nel 2018 hanno rapito la volontaria, allora 23enne, Silvia Romano. Sui social, in questi giorni, si sono sollevate asprissime polemiche sul denaro che l’Italia ha pagato per la sua liberazione, denaro che andrà a rimpinguare le casse dei terroristi e che sarà utilizzato per compiere altre azioni criminali. Ma cosa sappiamo su questa somma di denaro?

Come ci spiega Difesaoline.it, l’Italia ha ceduto questa somma di denaro alla Turchia, in fase di trattativa. Ed è proprio la Turchia uno dei Paesi che ha giocato un ruolo importante nei momenti finali di questo rapimento durato 18 mesi. Il Governo di Erdogan si sarebbe assicurato una certa dose di influenza sulle questioni politiche della Somalia, e questo deriverebbe dal fatto che negli ultimi mesi la Turchia ha sostenuto la Libia con l’invio di truppe regolari e miliziani.

Proprio grazie all’aiuto delle truppe turche, la Libia ha fermato l’avanzata del LNA (Esercito Nazionale Libico). Domenica Erdogan ha annunciato che considererà come obiettivi legittimi le forze guidate da Haftar se queste continueranno a minacciare gli interessi turchi e il personale di rappresentanza presente in Libia.

Liberazione di Silvia Romano, gli interessi che accomunano Italia e Turchia

In tutta questa situazione hanno un enorme peso i giacimenti petroliferi di Cipro e la volontà turca di aumentare la produzione di gas, con una conseguente militarizzazione delle acque che circondano Cipro e di comportamenti fortemente aggressivi che rendono la situazione molto tesa.

“(…) La condizione aggressiva tenuta a Cipro fa parte della più ampia politica marittima turca che risponde ad esigenze di rafforzamento- di egemonia di certo ancora non si può parlare- nel Mediterraneo orientale come l’ampliamento unilaterale della propria Zona Economica Esclusiva (ZEE) assieme a quella libica hanno dimostrato. L’azione condotta a danno della Grecia ma, di fatto, anche dell’Italia dovrà essere prima o poi analizzata a Roma ed il governo italiano dovrà prendere una posizione netta sulla vicenda (…)”, scrive Difesaonline.it. Il riferimento è verso il blocco che è stato imposto alle navi italiane dell’ENI che si sono recate nelle acque cipriote per delle trivellazioni regolarmente autorizzate dalla stessa Cipro.

La Turchia ha interessi anche in Somalia: il Governo di Ankara ha erogato finanziamenti per la costruzione di scuole e per la realizzazione di iniziative di sviluppo. Ma la Turchia è ben insediata in Somalia, visto che le rotte commerciali marittime sono controllate da società turche e che sono militari turchi ad addestrare l’esercito regolare somalo. La Somalia ha anche autorizzato la Turchia a effettuare la ricerca della possibile presenza di giacimenti petroliferi sulla costa del Paese.

Insomma, questo da un lato significa che l’Italia ha gradualmente perso il suo ruolo di Governo “egemone” nei confronti di un Paese che un tempo fu colonia italiana e dall’altro lato- scrive ancora Difesaonline.it– metterebbe in evidenza che la Turchia agisce andando contro gli interessi italiani. La vicenda cipriota sembra dare la stessa indicazione, e la liberazione di Silvia Romano potrebbe influire su questi assetti.

La liberazione di Silvia Romano,scrive Difesaonline.itavvenuta grazie al bagaglio di conoscenze sulla realtà locale ed all’azione di mediazione dell’intelligence turca, ha generato inevitabilmente una contropartita che l’Italia dovrà dare alla Turchia non appena se ne presenterà l’occasione. Che sia relativamente al non nocet in Libia, al ridimensionamento delle aspirazioni dell’ENI a Cipro o ad un definitivo abbandono del Corno d’Africa non è dato sapersi. (…)”.

Maria Mento

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