Consiglio superiore della pubblica istruzione: no ai voti alle elementari, maturità a distanza

Lucia Azzolina, proroga chiusura scuoleIl consiglio superiore della pubblica istruzione ha consigliato di non dare voti ai bambini delle elementari e di allargare i tempi degli esami di maturità.

Al termine di una riunione fiume, durata più di 10 ore, il Consiglio superiore della pubblica istruzione ha espresso il proprio parere sulle decisioni prese dal ministero per la conclusione dell’attuale anno scolastico. Il parere espresso dal consiglio, è bene sottolinearlo, è necessario ma non è vincolante.

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Sono numerose le questioni analizzate dal consiglio. In primo luogo è ritenuto inopportuno esprimere con un voto in decimale la valutazione degli studenti delle elementari. Questo perché hanno avuto a disposizione sono metà anno e per loro, più che per i ragazzi più grandi, l’apprendimento in presenza è molto più importante. Dunque viene consigliata una valutazione scritta e maggiormente dettagliata, oppure la sospensione della valutazione. Per quanto riguarda gli esami di terza media viene contestata la votazione attraverso scrutini degli insegnanti, preferito un colloquio a distanza da remoto.

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Consiglio superiore della pubblica istruzione: Maturità, tempi più rilassati o colloqui da remoto

Come sappiamo l’esame di Maturità di svolgerà con il candidato in presenza di una commissione interna. La tesina presentata verrà dibattuta con un colloquio di circa un’ora. Per il consiglio la modalità scelta potrebbe anche andare, ma bisognerebbe assicurare l’incolumità dello staff e degli alunni. Se ciò non fosse possibile, dunque, sarebbe opportuno optare per la discussione online. Inoltre viene sollevata qualche perplessità sulle tempistiche di valutazione: “Suggeriamo tempi più distesi lasciando alle scuole il compito di organizzare il calendario”. Richiesta già avanzata dall’Associazione nazionale presidi e a cui la ministra Azzolina aveva già dato il proprio assenso.

Per quanto riguarda la ripresa delle lezioni a partire da settembre, il consiglio si è espresso sulla necessità di diminuire il numero di studenti per istituto e di aumentare il numero di dipendenti: “Sarà necessario intervenire tempestivamente con provvedimenti normativi che riducano il numero minimo di alunni di ogni istituzione scolastica dimensionata e il numero minimo di alunni per classe e di conseguenza determinino l’aumento degli organici di tutto il personale della scuola, dirigente, docente, amministrativo”.