Coronavirus, il vaccino non sarà per tutti: accordo tra Stati Uniti e la Sanofi per le prime dosi

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:57

Diventa pubblico l’accordo tra l’azienda farmaceutica francese Sanofi e gli Stati Uniti per una priorità sulla consegna delle prime dosi del vaccino.

Gli Stati Uniti stanno cercando di arrivare per primi nella corsa al vaccino a tutti i costi. Il Paese nord Americano ha investito su ben 14 prototipi di vaccino sui 101 in produzione pretendendo in alcuni casi un diritto di prelazione. La notizia è uscita la prima volta quando gli Usa hanno cercato di acquisire il diritto di prelazione sul prototipo in sviluppo alla CureVac. L’azienda tedesca aveva annunciato che le prime dosi del vaccino sarebbero giunte sul suolo americano, ma dopo la dura reazione del governo teutonico ha ritrattato.

Leggi anche ->Coronavirus: primo vaccino funzionante sulle cellule umane – VIDEO

Che la strategia americana sia quella è stato confermato oggi dall’annuncio dell’azienda farmaceutica francese Sanofi. Il Ceo dell’azienda Paul Hudson ha infatti dichiarato a ‘Bloomberg’: “Gli Stati Uniti avranno diritto all’ordinazione prioritaria più consistente, dal momento che hanno investito di più”. Affermazione che ha fatto imbufalire il presidente francese Macron, il quale ha dichiarato che vaccini e cure sono beni che non devono sottostare alla legge di mercato. Sulla stessa posizione anche la Commissione Europea che ha dichiarato: “Si tratta di un bene pubblico, il suo accesso sarà equo e universale”.

Leggi anche ->Coronavirus, il vaccino non ci sarà? I lockdown potrebbero diventare costanti. Parla l’esperto

Sanofi conferma la priorità degli Usa, poi aggiunge: “Ci saranno vaccini per tutti”

In seguito alle vibranti polemiche scatenate dall’annuncio, il il presidente di Sanofi France, Olivier Bogillot non ha ritrattato quanto detto ed ha anzi risposto: “In questo periodo gli americani sono efficaci e anche l’Ue deve esserlo altrettanto, aiutandoci a mettere a disposizione molto rapidamente il vaccino”. Incalzato Bogillot ha poi tagliato corto dicendo: “Ci saranno dosi sufficienti per tutti”.

Che le dosi alla fine saranno sufficienti per tutti non vi è dubbio, ma la domanda da porsi è: quando? Qualora il prototipo della Sanofi risultasse sicuramente ufficiale e si decidesse di produrre solo quello, per ottenere 5 miliardi di dosi, anche impiegando tutte le strutture di  produzione ci vorrebbe circa un anno. Il rischio dunque è che molte nazioni, specie quelle più povere, debbano attendere più di un anno dalla commercializzazione del vaccino per poterne usufruire. Questo, ovviamente, nell’ipotesi in cui Sanofi riuscisse alla fine a trovare un vaccino efficace che per il momento non esiste.

Iscriviti al canale Telegram di NewNotizie per non perdere nessun aggiornamento: CLICCA QUI!