Coronavirus, multa da 400 euro a causa di una mascherina rotta: la D’Eusanio si sfoga e la GdF replica

E’ un duro sfogo, quello della conduttrice e giornalista Alda D’Eusanio.

Affidato ad Instagram, in cui la donna ha 35mila follower.

La D’Eusanio – 69 anni – è stata multata a Roma, dove risiede, per indossare una mascherina rotta.

Queste le sue parole – che diventano un vero e proprio j’accuse alle politiche del governo: “Un cittadino non è nemmeno più libero di uscire di casa e prendere un caffè, che si ritrova agenti della Guardia di Finanza che lo multano e lo sanzionano per il semplice fatto che non si è portato dietro la scorta di mascherine. Inseguono i cittadini che non sono più liberi neanche di entrare in un bar. Erano in tre, nemmeno uno, e noi paghiamo. Non arriva la cassa integrazione, non arrivano i 600 euro, non arrivano gli aiuti, ma arrivano tre agenti a multare perché ti si è rotta la mascherina“.

La D’Eusanio si è dichiarata scocciata non solo per il fatto in sé, quanto anche per il tempo perso in attesa di ricevere la notifica stessa della multa: “Un’ora e mezza e sto ancora aspettando che mi notifichino questa sanzione, mi hanno detenuta in piazza mentre i mafiosi sono stati rimandati a casa per il coronavirus, i cittadini onesti così si sentono vessati”.

La D’Eusanio – nel video – s’è quindi rivolta direttamente al comandante della Guardia di Finanza: “Faccio questa cosa per difendere tutti i cittadini che non possono difendersi. Le regole non vanno applicate in modo stolto e contro i cittadini, non siamo cittadini che offendono o trasgrediscono. E se si rompe una mascherina non è un delitto, mi rivolgo al comandante generale della Guardia di Finanza”.

Non è un delitto ma intanto adesso la conduttrice sarà costretta a pagare ben 400 euro: “Ho violato l’articolo 3 comma 2 del DPCM che prevede l’utilizzo della mascherina per le vie respiratorie all’interno dei luoghi chiusi. La multa è di 400 euro, ora immaginate se invece di me ci fosse qualcuno che non se la può permettere“.

Di seguito il video in questione:

 

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Multa Alda D’Eusanio, la replica della Guardia di Finanza

Pubblichiamo di seguito la replica da parte delle forze dell’ordine, rilanciata da Dagospia.

Nella mattinata di ieri, 15 maggio, intorno alle 11, una pattuglia del Comando Provinciale di Roma della Guardia di Finanza, nel corso dello svolgimento di un servizio relativo al contenimento dell’emergenza sanitaria in atto, nei pressi di Via del Pellegrino 129, ha rilevato che una persona stava all’interno di un esercizio commerciale senza indossare correttamente la mascherina.

Dopo ripetuti inviti ad indossare il dispositivo di protezione nella maniera corretta a fronte del suo rifiuto, i militari operanti, solo dopo numerose sollecitazioni a declinare le proprie generalità, hanno successivamente identificato l’autrice della violazione in Alda D’Eusanio e proceduto a verbalizzare l’inadempienza all’art. 3, comma 2 del D.P.C.M. del 26.04.2020.

Nel verbale, la Sig.ra D’Eusanio ha dichiarato che “Era dovuta alla rottura dell’elastico di sostegno della mascherina, avvenuto all’interno del locale” richiedendo in maniera specifica che quanto da lei dichiarato fosse “Rilevabile anche dai presenti al bar”.

In realtà, come sin da subito constatato dai militari, la mascherina era perfettamente integra e si sarebbe rotta solo in seguito all’esterno del locale, durante le operazioni di identificazione.

Più tardi, in relazione a tale affermazione, i Finanzieri sono rientrati all’interno dell’esercizio commerciale allo scopo di assumere a verbale le dichiarazioni dei presenti che hanno confermato che la Sig.ra D’Eusanio, non indossava il dispositivo di protezione all’interno dell’attività commerciale.

Si conferma pertanto la piena legittimità in punto di fatto e di diritto dell’operato dei militari del Corpo precisando che, solo in un secondo tempo, è intervenuta un’ulteriore pattuglia visto il crescere sul luogo del numero di persone presenti e il comportamento messo in atto dalla Sig.ra D’Eusanio volto a spettacolarizzare l’accaduto.

Si ricorda, infine, che, entro 30 giorni dalla contestazione della violazione, è data facoltà al trasgressore di far pervenire scritti difensivi e documenti al Prefetto di Roma o, in alternativa, chiedere di essere sentito.