lunedì, Settembre 21, 2020
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Indagine tra i giovani sull’omofobia: i dati raccolti in occasione della giornata mondiale dedicata preoccupano

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:55

Giornata contro l'omofobia, i dati

Nella giornata mondiale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia i dati riportati da Gay Help line mostrano quanto ancora siamo lontani da una società civile.

Un indagine condotta nelle scuole italiane rivela che tra gli adolescenti, cioè la nuova generazione, c’è ancora paura e, ancor peggio, bullismo.

Per il 10% degli intervistati l’omosessualità  è “una malattia o un peccato”.  Mentre per 1 giovane su 3 si tratta di qualcosa di sbagliato e 3 su 10 preferiscono non sedere accanto a un coetaneo gay.

Questi dati sono tanto più allarmanti presi in considerazione oggi, giornata mondiale contro omofobia, lesbofobia, bifobia e transfobia. Il dato preoccupante in realtà è che ci sia ancora bisogno di associazioni e giorni per chiedere il rispetto tra e per gli esseri umani.

L’età degli intervistati è un motivo in più di scoraggiamento: l’indagine è stata condotta tra ragazzi dai 13 ai 19 anni. I dati sono stati raccolti prima del lockdown in 80 scuole.

I risultati dell’indagine condotta tra i ragazzi

Per Fabrizio Marrazzo responsabile Gay Help line (800713713), in un paese come il nostro, ancora privo di una legge contro l’omofobia, c’è davvero bisogno di una giornata dedicata alla parità di genere.

Marrazzo spiega che al centro giungono circa 50 chiamate al giorno e in una chiamata su quattro si denunciano violenze e abusi. “ll dato durante l’emergenza Covid è cresciuto del 40% per gli adolescenti. Di questi meno di 1 su 60 pensa di denunciare” aggiunge.

Il 40% dei giovani è convinto che gay e lesbiche siano riconoscibili da caratteristiche individuabili. La stessa percentuale pensa che l’omosessualità sia una scelta e che come tale possa essere cambiata. Per il 10% si tratta di una perversione, una malattia, ignorando che per l’OMS da 30 anni l’omosessualità non è una tale, ed è abbastanza grave che sia esistito un tempo in cui lo si è creduto.

Il dato più sconfortante è l’ammissione, da parte del 30% degli intervistati, di come gay e lesbiche subiscano bullismo tra i banchi di scuola, oltre a emarginazione.

Di peggio c’è che tra gli stessi intervistati un 27 % attua l’isolamento, affermando di non volere per compagno di banco un coetaneo omosessuale.

 

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