Israele, morto l’ambasciatore cinese. Aveva detto ad aprile: “La malattia è nemica di tutta l’umanità”

L’ambasciatore cinese è stato trovato senza vita nella sua casa di Herzliya, città a Nord di Tel Aviv.

Il ritrovamento del corpo esanime di Du Wei – 58 anni – è avvenuto nelle prime ore di oggi.

La notizia è stata dapprima riportata da vari media israeliani e quindi rilanciata da Repubblica (riportando alcune imprecisioni).

L’uomo – che pare sia morto nel sonno a causa di un problema cardiaco – lascia una moglie ed un figlio.

L’ambasciatore cinese era arrivato in Israele a febbraio, in precedenza ricopriva lo stesso ruolo in Ucraina.

Morte ambasciatore cinese in Israele, le sue parole sul Coronavirus

Ad aprile l’ambasciatore era stato intervistato dal giornale ‘Makor Rishon’: “Ho assunto il mio incarico in un momento straordinario in cui la Cina stava combattendo contro il COVID-19. Immediatamente dopo il mio arrivo, il 15 febbraio, sono andato in quarantena di 14 giorni a casa. Durante la quale non ho fatto un singolo passo fuori dalla mia residenza né avuto alcun contatto diretto con i miei colleghi dell’Ambasciata. Voglio solo inviare un messaggio a tutti gli amici israeliani che la Cina è un paese responsabile, rispettoso delle regole e degno di fiducia“.

Du ha quindi proseguito: “Ci sono diverse voci riguardo alla lotta della Cina alla pandemia. All’inizio, alcune voci esprimevano solidarietà. In seguito, quando la malattia è scoppiata in tutto il mondo, l’opinione è diventata ‘La Cina dovrebbe scusarsi’. È un capro espiatorio: nella storia, è successo molte volte quando le cause delle malattie sono state erroneamente attribuite ad uno specifico gruppo di persone, il che è spregevole e dovrebbe essere condannato. La malattia è nemica di tutta l’umanità e il mondo deve combatterla insieme”.