Nasa, esiste un universo parallelo? Ecco le scoperte che gli studiosi avrebbero fatto sul “Multiverso”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:16
Ph Nasa

ANITA, l’antenna transiente a impulsi della Nasa che opera in Antartide, avrebbe captato dei segnali che potrebbero confermare l’esistenza di universi paralleli. Scopriamo cos’hanno notato gli scienziati

Si torna a parlare di universi paralleli e della teoria del “Multiverso”. In cosa consiste questa teoria? Siamo nell’ambito della fisica teorica e l‘ipotesi, formulata per la prima volta nel 1957 da Hugh Everett, è quella che sostiene l’esistenza di universi paralleli al nostro (le cosiddette “dimensioni parallele” che molta fascino esercitano hanno anche sul mondo del cinema e della letteratura).

Non era- questa di Everett- una teorizzazione del tutto nuova, visto che già nell’antica Grecia si accennava all’esistenza di una pluralità dei mondi, teoria poi resa nella sua forma moderna da Giordano Bruno e rafforzata dalle scoperte astronomiche successive che realmente hanno svelato la grandezza dell’universo.

Secondo un report pubblicato dal Daily Star, gli scienziati della Nasa hanno fatto un’osservazione che potrebbe effettivamente confermare l’esistenza del multiverso. Ovviamente, è bene ricordare che siamo ancora nel campo delle ipotesi e che- inoltre- si tratta di risultati di cui si  già parlato qualche anno fa (nel 2018).

Le scoperte della Nasa sul “Multiverso”, i dati “anomali” raccolti da ANITA in Antartide

Gli universi paralleli esistono oppure no? Nel caso in cui esistano, perché non abbiamo delle prove reali della loro presenza? Queste sono solo due delle domande che l’uomo, da sempre desideroso di scoprire tutti gli infiniti segreti che l’universo ancora ci cela, si pone. Ma, ora, la Nasa potrebbe aver fatto una scoperta interessante.

La scoperta in questione sarebbe avvenuta grazie agli impulsi captati da ANITA, l’Antartic Impulsive Transient Antenna, costruita per studiare i neutrini dei raggi cosmici ad altissima energia. ANITA, per funzionare, si serve di un pallone di grosse dimensioni che le permette di innalzare antenne radio che sono capace di captare gli impulsi risultanti dall’interazione dei raggi con i ghiacci del Continente antartico. Quindi, l’antenna non rileva direttamente i neutrini ma- come ci spiega il portale Le scienze– “il particolare tipo di onde radio prodotte dal movimento nel campo magnetico terrestre degli elettroni liberati e fortemente accelerati dalla collisione fra i neutrini e le molecole dell’atmosfera, che creano anche una pioggia di altre particelle”.

Gli scienziati hanno notato un’anomalia- nei dati raccolti da ANITA – che potrebbe avere dell’incredibile, tanto da spingere Peter Gorham (ricercatore e fisico sperimentale in forze presso l’Università delle Hawaii) a scrivere un articolo che ce ne parla.

Le scoperte della Nasa sul “Multiverso”:”Al momento del Big Bang si sono formati due universi. Uno è il nostro. L’altro è un mondo che procede al contrario”

Nell’articolo che Gorham ha pubblicato sulla “Physical Review Letter” si teorizza l’esistenza di una particella elementare non contemplata dal Modello Standard della fisica delle particelle. Cosa vuol dire questo? Che, nel corso delle sue rilevazioni, ANITA ha rilevato due “fontane” di particelle che si muovono verso il cielo: diversamente da quanto dovrebbe accadere se le particelle fossero state generate da neutrini cosmici.

Peter Gorham ha raccontato cosa questo potrebbe significare e lo ha fatto ai microfoni della rivista scientifica “New Scientist”:

Non tutti sono d’accordo con questa ipotesi. La spiegazione più semplice – e quindi la più elegante dal punto di vista scientifico- è questa: al momento del Big Bang si sono formati due universi, il nostro e un altro che dalla nostra prospettiva sta procedendo al contrario. Naturalmente, se ci fossero abitanti in questo universo specchio, loro vedrebbero il nostro mondo come quello che procede all’inverso“.

Maria Mento

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