“Rai 3 per Enzo Biagi”, oggi in onda l’intervista del giornalista a Enzo Tortora: quando l’errore giudiziario può rovinare una vita

“Rai 3 per Enzo Biagi”: la terza rete Rai ripropone l’intervista che Enzo Biagi realizzò con Enzo Tortora. L’appuntamento è per oggi, su Rai3, alle ore 13:00

Il caso Enzo Tortora è uno dei casi di malagiustizia più noti dell’Italia degli anni ’80 del secolo scorso. Ne torniamo a parlare oggi perché la Rai, tra meno di un’ora, ci riproporrà un viaggio in quella vicenda giudiziaria grazie alla messa in onda di un’intervista che Enzo Biagi realizzò con il collega, conduttore televisivo e radiofonico, nonché autore di programmi per la tv.

Rai 3 per Enzo Biagi” è un format televisivo ideato per omaggiare il giornalista, scomparso nel 2007, e si propone di farlo riproponendo alcune delle sue interviste che hanno fatto la storia del giornalismo italiano. Quest’anno Enzio Biagi, classe 1920, avrebbe compiuto 100 anni. Il programma viene scandito in dodici puntate: quella che andrà in onda alle ore 13:00 di oggi, domenica 17 maggio 2020, è dedicata appunto al caso Enzo Tortora.

Il caso Enzo Tortora raccontato da Enzo Biagi, oggi alle ore 13:00 Rai3 ripropone la celebre intervista

Fino all’ultima sentenza, per la nostra Costituzione, stiamo parlando di un innocente. Invece in ogni caso, è già un condannato: dalle riprese televisive, dai titoli di giornali, dalla vignetta del pappagallo che finalmente parla e dice: Portolongone“.

Così il giornalista Enzo Biagi su un caso che sconvolse l’opinione pubblica: siamo nei primi anni ’80 del secolo scorso e parliamo dell’arresto del conduttore, giornalista e amico Enzo Tortora, avvenuto il 17 giugno del 1983. Oggi, alle ore 13:00, la Rai ripropone l’intervista che Biagi realizzo’ con lui per Linea diretta il 22 febbraio 1985, cioè lo stesso giorno in cui ebbe inizio il processo di primo grado presso il Tribunale di Napoli che avrebbe condannato Tortora a 10 anni di reclusione.

Ma come andarono le cose? Cerchiamo di ripercorrere, brevemente, le tappe di un errore giudiziario che segnò per sempre la vita di un innocente.

Il caso Enzo Tortora raccontato da Enzo Biagi, la vicenda giudiziaria

La vita di Enzo Tortora piombò in un incubo quando il giornalista venne accusato di associazione camorristica e traffico di droga. Le accuse che diedero l’avvio a tutto l’iter, dell’indagine prima e del processo poi, arrivavano da undici pregiudicati tra i quali ricordiamo Giovanni Pandico, Giovanni Melluso e Pasquale Barra. Accuse (poi rivelatesi del tutto infondate) che vennero rafforzate dalle dichiarazioni mendaci del pittore Giuseppe Margutti e della moglie Rosalba Castellini, i quali dichiararono di aver visto Tortora impegnato a spacciare droga negli studi di Antenna 3. A queste 13 dichiarazioni si aggiunsero le ulteriori dichiarazioni di altre 6 persone.

Le accuse sembravano fondate a causa dei dati contenuti in un’agendina appartenente al camorrista Giuseppe Puca, il quale aveva appuntato un nome seguito da un numero di telefono: quel nome sembrava corrispondere a quello di Tortora. Successivamente si scoprì invece che il numero di telefono non era quello del conduttore e che il nome apparteneva a un uomo con cognome Tortona (e non Tortora).

Comunque, sulla base di queste dichiarazioni e di questi indizi, il celebre conduttore di “Portobello” fu quindi arrestato e- dopo aver trascorso 7 mesi di reclusione in carcerecondannato a dieci anni di prigione. Questo succedeva nel 1984 e sarebbero dovuti passare altri due anni (1986) prima che la giustizia riconoscesse la totale estraneità di Enzo Tortora rispetto alle azioni criminali di cui lo si accusava. L’assoluzione arrivò con una sentenza emanata dalla Corte di Appello di Napoli.

La gogna mediatica che coinvolse Enzo Tortora in quel periodo, nonostante la sua innocenza, ebbe un fortissimo impatto sulla sua vita privata e professionale. Tortora venne massacrato: furono inventate false notizie su di lui, per cercare lo scoop a tutti i costi. In molti puntarono il dito contro la Rai, colpevole di aver mandato in onda spesso e senza pietà le immagini che lo ritraevano ammanettato, nel momento dell’arresto.

Diversi nomi del giornalismo si schierarono contro di lui, ma alcuni colleghi non smisero mai di sostenerlo esprimendo i loro dubbi sulla sua colpevolezza: citiamo Indro Montanelli, Pippo Baudo, Piero Angela, Giorgio Bocca, Massimo Fini, Leonardo Sciascia e lo stesso Enzo Biagi, il quale scrisse una lettera indirizzata al Presidente della Repubblica per sollecitare la sua attenzione sul caso.

Maria Mento