Coronavirus, allo studio l’idea delle chiusure a intervallo: si pensa a 50 giorni di lockdown per ogni mese di apertura

Coronavirus, Fase 2 amici

Secondo gli esperti, si potrebbe procedere all’inserimento di periodi di lockdown alternati a settimane di apertura. Probabile che questa idea, se accettata, possa trovare applicazione fino al 2022

È chiaro a tutti che, dopo la prima e devastante fase di emergenza in cui la pandemia ha gettato il pianeta, si debba piano piano tornare a vivere una vita quanto più possibile normale. Questo perché regredire ed essere costretti a lunghi periodi di chiusura come quello dal quale stiamo uscendo (giusto per attenerci alla situazione italiana) avrà delle conseguenze ancora più devastanti a livello economico rispetto a quelle fatte registrare fino ad ora. Inizia , dunque, una nuova fase che dovrebbe essere quella dell’attenzione e della prevenzione: dovremo imparare a convivere con il Coronavirus, utilizzando tutti gli accorgimenti del caso.

Per evitare che le cose possano aggravarsi una seconda volta, gli esperti hanno pensato che potrebbe essere utile alternare momenti di apertura a momenti di chiusura: si tratterebbero di brevi lockdown, dalla durata di 50 giorni, da intercalare dopo ogni 30 giorni di apertura. Quest’alternanza potrebbe rappresentare quello che ci aspetterà da qui fino al 2022.

Ci saranno altri lockdown? Arriva da Cambridge uno studio che parla della necessità di “aprire” e “chiudere” ciclicamente i Paesi

Il nostro futuro, da qui al 2022, potrebbe essere costellato da altre fasi di down e di apertura, da far alternare con ciclicità per evitare una recrudescenza dei contagi da Covid-19. Si tratta di una proposta che deriva da uno studio compiuto, tra gli altri che hanno contribuito, anche dal dottor Rajicv Chowdhury (Università di Cambridge). Secondo il team che ha realizzato quest’analisi, alternare momenti di chiusura a momenti di apertura ridurrebbe i contagi, i ricoveri, e per contro anche il numero dei decessi.

Non solo, perché  imporre 50 giorni di chiusura- facendoli poi seguire da 30 di apertura- servirebbe a mo’ di “disinnesco sociale”. Si salverebbero numerosi posti di lavoro e la tensione finanziaria si allenterebbe, insieme a quella del malcontento che sta serpeggiando tra la popolazione inglese (e non soltanto inglese, se il modello dovesse essere esportato)

Gli esperti hanno realizzato dei calcoli basandosi su formule matematiche e sui dati che sono stati raccolti esaminando 16 Paesi. I risultati di questa ricerca sono stati pubblicati sull’European Journal of Epidemiology.

Ci saranno altri lockdown? I contagi si ridurrebbero notevolmente nell’arco di 18 mesi

Spiega l’epidemiologo Rajicv Chowdhury:

I nostri modelli prevedono cicli dinamici di lockdown di 50 giorni, seguiti da un rilassamento di 30 giorni. Sono efficaci nel ridurre significativamente il numero di decessi per tutti i Paesi nel corso di 18 mesi. Questa combinazione prevede di alternare periodi di rigoroso allontanamento sociale e periodi che saranno di relativo rilassamento, a cui si accompagneranno test efficaci, l’isolamento dei casi, il tracciamento dei contatti e protezione dei più vulnerabili, e si tratta di una soluzione che consentirebbe alle popolazioni e alle loro economie nazionali di” respirare “a intervalli”(…)“.

Il compromesso tra aperture e chiusure studiato dal medico e dal suo team sarebbe utile soprattutto per permettere alle economie più fragili, come quelle dei Paesi sottosviluppati, di poter contenere meglio gli effetti della pandemia.

Maria Mento