Fase 2, Conte richiama gli italiani alla prudenza: “Presto per la movida, i contagi potrebbero aumentare”

Il premier Giuseppe Conte, a margine della seduta in parlamento, ha ricordato agli italiani che ancora è presto per tornare alla movida e ai party.

Sono passati solo due giorni da quando il governo ha concesso agli italiani di muoversi liberamente all’interno delle Regioni. Una concessione che, insieme a quella per l’apertura di bar, ristoranti, locali, parrucchieri, centri commerciali e centri estetici, ha di fatto riportato la popolazione italiana ad una situazione di quasi normalità. La condizione per uscire e lavorare, infatti, è quella di mantenere la distanza e di indossare le mascherine, nonché monitorare la temperatura all’ingresso dei luoghi chiusi.

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Buona parte dei cittadini ha compreso che il via libera era limitato dalle disposizioni di cui sopra, ma c’è qualcuno che ha invece considerato questa libertà come la fine dell’incubo. Lo dimostrano le file nel quartiere della movida di Palermo, così come la confusione nei locali di Ostia. Proprio per questo oggi il premier Conte ci ha tenuto a precisare che la lotta al virus non è terminata e che se non si continua a rispettare le regole potremmo presto trovarci a dover applicare un nuovo lockdown, anche se magari solo in zone circoscritte del Paese (quello che sta capitando in Cina).

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Fase 2, Conte: “Non è ancora tempo per la movida”

Al termine della seduta in parlamento Conte si è trovato una donna che lo ringraziava a nome di tutto il Paese, per aver gestito la crisi sanitaria. Rispondendo a tale commento il Presidente del Consiglio ha precisato: “Grazie a voi italiani, ma non è finita, chiariamolo, non e’ il tempo dei party e della movida, altrimenti la curva risale. Abbiamo tolto l’autocertificazione perché la curva era sotto controllo ma nessuno pensi che sono saltate le regole di precauzione“.

Se è vero, infatti, che il fattore R0 (indice di trasmissibilità del virus) è attualmente a 0,5 da un iniziale 3,5-4, è anche vero che i dati condivisi ieri dalla Protezione Civile indicano un raddoppio dei nuovi casi ed un aumento dei morti. I dati parziali non sono da tenere in eccessiva considerazione, ma se l’aumento di dovesse confermare nel corso dei prossimi giorni non è escluso che si torni a chiudere qualche zona. Al momento le uniche Regioni a rischio moderato rimangono Lombardia, Umbria e Molise.