Coronavirus, i medici del San Raffaele sulla clorochina: “Vogliamo capire se serve, ma fate attenzione”

Un medico del San Raffaele ha confidato che lui ed alcuni colleghi prendono la Clorochina in reparto per testare la sua efficacia preventiva.

Sono numerosi gli studi avviati in Italia e nel mondo per verificare la validità dei farmaci nel contrasto del Coronavirus. Tra questi, uno dei più discussi è la Clorochina, i cui effetti però sembrano non servire quando la malattia è già in corso. Studi recenti hanno dimostrato infatti che i pazienti che sono positivi ma non hanno ancora sviluppato sintomi gravi traggono giovamento dalla somministrazione del farmaco, mentre lo stesso non può dirsi nelle fasi acute.

Leggi anche ->Madre No Vax rifiuta il farmaco prescritto: bimbo di 4 anni morto di influenza

Attualmente ci sono in corso dei test clinici ed i medici ospedalieri e di famiglia possono prescrivere la Clorochina per i pazienti con forme meno gravi di Covid-19 e per quelli che non hanno bisogno di un ricovero in ospedale (ecco qui la lista dei farmaci utilizzati per le cure). Ad attirare l’attenzione di media e opinione pubblica sul farmaco sono state le dichiarazioni di Trump a riguardo. Il presidente Usa, infatti, ha dichiarato di prendere la clorichina per prevenire il contagio da Covid-19.

Leggi anche ->Coronavirus, la scoperta: farmaco anti-artrite efficace contro le forme più gravi

I medici del San Raffaele testano l’efficacia della Clorochina

Di recente Lorenzo Dagna, primario di immunologia dell’Ospedale San Raffaele di Milano, ha rivelato a Repubblica di prendere il farmaco a scopo preventivo: “Lo studio vero e proprio, autorizzato dall’ Agenzia italiana del farmaco, è partito da poco. Ma molti da noi in corsia, incluso il sottoscritto, la usano da tempo”. L’immunologo conferma che la clorochina non è efficace nel caso di malattia avanzata, ma potrebbe proteggere dalla contrazione o da sintomi gravi.

Non tutti, però, possono assumere questo farmaco, motivo per cui la prescrizione è necessaria: “Può provocare disturbi del ritmo cardiaco alle persone con la cosiddetta sindrome del Qt lungo, che può essere diagnosticata con un elettrocardiogramma”. Dagna poi ne sconsiglia la prescrizione a tappeto o l’uso home made: “La clorochina è un farmaco sicuro e potenzialmente efficace, ma questo non vuol dire che possa essere data a tappeto. Problemi anche piccoli diventerebbero seri, se dall’ oggi al domani l’ assunzione si estendesse a milioni di persone. Negli Usa c’ è stato per esempio un aumento di intossicazioni perché alcuni, non trovando le pasticche in farmacia, hanno pensato di ricorrere ai preparati per l’ acqua degli acquari”.