Carlo Calenda, l’ex PD contro il Governo e Matteo Renzi: “L’ex Premier? Un misto tra Mastella e Conte”

Nel corso di un’intervista raccolta da Davide Desario e Marco  Esposito per Leggo.it, Carlo Calenda ha duramente criticato il Governo e, in generale, la politica italiana. Critiche anche per Matteo Renzi

Carlo Calenda, ex PD, ha parlato senza peli sulla lingua e ai microfoni di Leggo.it ha dato una sua chiara visione di quello che- politicamente parlando- sta accadendo nell’Italia del Coronavirus. L’ex Ministro dello Sviluppo Economico ha parlato della necessità di un Governo di solidarietà e ha  criticato il Governo e soprattutto, anche del suo ex compagno di partito Matteo Renzi.

L’ex Presidente del Consiglio dei Ministri è stato additato per i suoi toni minacciosi. Secondo Carlo Calenda, inoltre, l’Italia deve invertire quanto prima la rotta, altrimenti il rischio sarà quello di cadere nel pericolo della rivolta civile nel corso del prossimo autunno.

Intervista a Carlo Calenda,

Nessuno dei provvedimenti che sono stati presi dal Governo M5S-PD  per fronteggiare l’emergenza Coronavirus ha funzionato. “Fallimento”: questa è la parola che ha utilizzato Carlo Calenda per definire la gestione della pandemia in Italia. L’ex Ministro ed ex membro del PD ne ha parlato in una lunga intervista rilasciata alla testata Leggo.it. Secondo Calenda, numerosi Paesi esteri sarebbero stati gestiti in modo più virtuoso dai loro Governi, i quali hanno permesso che arrivassero aiuti economici a cittadini e aziende.

Molto duro il giudizio dell’ex dem, non solo sul Governo in generale ma anche sui suoi singoli esponenti. Il peggiore di tutti, secondo lui, è il Ministro Alfonso Bonafede. Il migliore? Il Ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, sebbene solo a metà.

Gualtieriha detto Calendaha fatto un ottimo lavoro in Europa. È un uomo molto capace da un punto di vista relazionale, però la parte dei provvedimenti non è un lavoro adatto a lui. Al governo bisogna avere la capacità di trasformare le norme in atti. Qualità che Gualtieri non ha”.

Intervista a Carlo Calenda, gestione incosciente delle Rsa. Ecco cosa si sarebbe potuto fare

Carlo Calenda ha spiegato che l’emergenza Rsa è stata gestita male in tutta Italia e in “modo incosciente” in Lombardia. Numeri alla mano, l’ex membro del PD non avrebbe riaperto ma avrebbe preferito la via del tenere ancora sotto osservazione la situazione. Errori sono stati commessi molte figure politiche, dunque, anche se i sindaci Sala (Milano) e Gori (Bergamo) sono stati gli unici ad ammettere le loro mancanze.

Ma cos’avrebbe dovuto fare il Governo?Invece della cassa integrazione bisognava dare ad ogni datore di lavoro un carnet di permessi retribuiti e bancabili, cioè anticipabili dalle banche. Poi sul decreto liquidità avrei eliminato la responsabilità di chi firma i finanziamenti in banca, esonerandolo così da troppi rischi. Terza cosa, il decreto Rilancio prevede un fondo perduto che è impraticabile per le imprese: era meglio restituire gli anticipi Irap e Ires dati a novembre dalle imprese. Si tratta di 20 miliardi, che con i 4 di sospensione dell’Irap fanno 24”. Inoltre, sarebbe utile sospendere il Codice degli appalti.

Calenda ha bacchettato tutti, e non ha certo risparmiato Matteo Renzi:

Ho appena finito di sentire il suo intervento in Senato: la solita buffonata: annuncia, minaccia, ma poi contratta qualche posticino. I nostri rapporti sono azzerati. È stato un buon presidente del Consiglio, ma poi si è trasformato in un misto tra Mastella e Conte, dice una cosa e ne fa un’altra. Fa proclami e poi negozia dei posti. Lo vedo trasfigurato. Aveva una carica innovativa che ha perso, e che si è trasformata nel più usurato dei comportamenti politici, da basso impero“.

Da lui anche un consiglio rivolo all’indirizzo del Presidente Conte: parlare meno e lavorare di più. Perché “Il governo ha perso il controllo del Paese. La situazione è serissima. Rischiamo un autunno caldo, con la gente in piazza”, e potrebbe essere utile dare vita a un Governo di unità nazionale.

Maria Mento