Conte al Messaggero tra “percorso comune” con Renzi, preoccupazione per le tensioni sociali e no al Mes

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:41

L’aria di maretta che si respirava alla vigilia del voto di sfiducia nei confronti del Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede sembra definitivamente alle spalle.

Lo dichiara il premier Giuseppe Conte, intervistato da ‘Il Messaggero’, che fa definitiva chiarezza sul rapporto con il leader di Italia Viva Matteo Renzi (colui il quale ha fatto tribolare la maggioranza, con la sua indecisione fino all’ultimo circa il voto sul Guardasigilli): “Con Renzi si va avanti su un percorso comune. C’è dialogo”.

E dinnanzi al quesito circa cosa sia stato concesso ad Italia Viva per non votare la sfiducia, Conte risponde fuggendo ogni dubbio circa eventuali accordicchi: “Non sviliamo il dibattito, è in corso un confronto sui temi. Le fibrillazioni, le perplessità che si erano manifestate mi sembrano superate. Accoglieremo le proposte di Italia viva su infrastrutture e family act (il piano cantieri e le politiche a sostegno della famiglia erano ciò che richiedeva Italia Viva, ndr). E’ su quello che stiamo lavorando”.

D’altra parte, bisogna ricordare come questo Governo sia nato anche grazie a Renzi – in agosto, ai primi scricchiolii in quello gialloverde.

Quindi, Conte ha continuato: “Con Italia viva c’è piena collaborazione. Darà il suo contributo come ha fatto in passato”.

Parlando poi di fase due e di possibili tensioni sociali: “Non le sottovaluto. E’ stata la mia preoccupazione dall’inizio. L’ho detto subito ai ministri che questa emergenza sanitaria si sarebbe potuta trasformare in un attimo in emergenza economica e sociale. C’è tanta sofferenza e ristrettezza economica ma gli italiani stanno dande una grande prova di responsabilità. Quando uso queste parole non le utilizzo a caso. I cittadini hanno dimostrato una grande capacità di resilienza noi abbiamo capacità e le risorse per rilanciarci”.

Risorse. Sì, ma quali?

Non il Mes, a quanto pare: “Non è un obiettivo. La svolta storica è sui 500 miliardi a fondo perduto, da Francia e Germania è arrivata una svolta storica”.

Per finire riportiamo una battuta sull’operato dell’opposizione: “Spero che sul decreto rilancio si attivi anche l’opposizione con delle proposte affinché questo dialogo sia costruttivo. Non possiamo avere noi il cerino di tutto in mano“.

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