Concorso scuola 2020, trovata l’intesa: si farà dopo l’estate. Non ci saranno i quiz a risposta multipla

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:32

Lucia Azzolina

C’è l’intesa tra le due forze di maggioranza, PD e M5S, sul Concorso Scuola 2020. Si farà dopo l’estate e senza quiz a risposta multipla. 32mila precari sono in attesa di conoscere quale sarà la loro sorte

La scuola italiana dovrà ripartire dall’assunzione di 32mila docenti. Sono queste le cifre che permetteranno di iniziare l’anno scolastico 2020/2021 con il giusto numero di insegnanti in cattedra. Ora si dovrà procedere con le assunzioni e, quindi, con l’avvio del concorso che in tantissimi stanno attendendo. Ieri sera, dopo un vertice di maggioranza convocato alle ore 23:00 e durato circa un’ora, si è raggiunto l’accordo tra PD e M5S (non senza la mediazione del Presidente del Consiglio Conte): il Concorso Scuola 2020 si farà dopo l’estate. Ci sono delle novità che riguardano l’espletamento delle prove concorsuali e che ora esamineremo insieme.

Concorso Scuola 2020, trovata l’intesa nella maggioranza di Governo

Le nuove assunzioni di docenti per la scuola italiana seguiranno due strade. Una è quella delle assunzioni a termine per i precari, che avverrà facendo ricorso alle graduatorie provinciali. L’altra strada è quella del maxi concorsone, le cui prove saranno disputate dopo l’estate.

Si è giunti a questa soluzione dopo un compromesso raggiunto in seno alla maggioranza di Governo. Come ci rivela La Stampa, infatti, non tutti erano d’accordo sul periodo in cui fare iniziare le procedure. Il Ministro Lucia Azzolina, Italia Viva e Il M5S erano d’accordo all’idea di procedere già in estate e sottoponendo ai concorsisti dei test a risposta multipla.

Di tutt’altro avviso i membri  Pd, Leu e i sindacati, i quali sostenevano invece che il concorsone andava rimandato per evitare il rischio contagi e che si sarebbe dovuto attingere alle graduatorie. Il PD, insomma, si è detto non favorevole alla proposta arrivata dalla controparte e che sembrava avere il gusto di una sanatoria.

Alla fine, la mediazione c’è stata: il concorso si farà non subito, ma dopo l’estate, e non ci saranno i test a risposta multipla. Ci sarà una prova scritta che si baserà sulla formula della risposta aperta. In questo modo sarà garantito il merito.

Concorso Scuola 2020, è protesta sul web: i candidati temono la mancanza di oggettività nelle correzioni

A stabilire ulteriori indicazioni sulle modalità dello svolgimento dell prova scritta ci penserà un emendamento al Decreto Scuola che attualmente è ancora in fase di elaborazione.

Non sappiamo ancora quanto peso avranno, nel computo del risultato totale, il risultato conseguito alla prova scritta e i titoli. Allo stato attuale delle cose, la prova scritta vale 80 punti. A questi vanno aggiunti i 20 punti previsti per i titoli (considerando anche un punto per ogni anno di servizio). L’emendamento che approderà in VII Commissione cultura al Senato potrebbe modificare questa suddivisione.

Quel che è certo è che sul web si è scatenata la polemica di chi aspira a partecipare a questo concorso: in moli temono che la prova scritta non possa garantire la medesima oggettività– in sede di correzione- fornita invece da un quiz a risposte multiple.

Maria Mento

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