Strage di Erba, Azouz è sicuro: “Posso dimostrare l’innocenza di Olindo e Rosa”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:10

Zaouz Marzouk si dice sicuro di poter dimostrare che Olindo Romano e Rosa Bazzi non sono gli autori della strage di Erba in ha perso moglie e figlio.

Sono passati ormai quasi 14 anni da quel 16 dicembre del 2006 in cui si è verificato uno dei più brutali omicidi plurimi del nuovo millennio. La strage di Erba è uno di quei casi di cronaca nera, la cui efferatezza ha scosso l’opinione pubblica e attirato l’attenzione dei media. Per la morte di Paola e Raffaella Castagna, del piccolo Youssef e di Valeria Cherubini, sono stati condannati Olindo Romano e Rosa Bazzi. I due coniugi sono finiti tra i sospettati poiché pare che in passato avessero avuto screzi con la famiglia Mazourk. All’epoca delle indagini furono loro stessi ad ammettere le proprie colpe.

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Da qualche tempo a questa parte, però, gli ex coniugi Romano hanno cambiato versione e sostengono di essere innocenti, nonché vittime di un condizionamento mentale. A sostegno della loro nuova posizione ci sono alcuni dubbi riguardanti le indagini, in particolar modo quelli sul test del dna e sulla testimonianza di Mario Frigerio, il marito di Valeria Cherubini che è sopravvissuto alla strage. Uno dei maggiori sostenitori, se non il maggiore, dell’innocenza di Olindo e Rosa è proprio Azouz Marzouk, marito e padre di due delle vittime.

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Azouz Markouz a processo per aver sostenuto che Olindo e Rosa non sono gli autori della Strage di Erba

I primi dubbi sulla colpevolezza dei due condannati sono venuti a Azouz durante l’istruzione del processo alla Corte di Cassazione. Subito dopo la sentenza di condanna definitiva, ha deciso di indagare per conto suo allo scopo di capire se Olindo e Rosa fossero i reali colpevoli. Quando ha ritenuto di avere prove sufficienti per richiedere la revisione del processo, ha deciso di sollecitare la Procura Generale di Milano: “Il mio avvocato mi ha spiegato che, come vittima, avrei potuto sollecitare la Procura Generale di Milano, l’unico organo deputato a decidere se intentare una revisione alla Corte di Appello di Brescia. Allora mi sono deciso di ricostruire tutti i dubbi e stilare un atto che non richiedeva direttamente una revisione ma solamente chiedeva di raccogliere diciassette prove, tutte legate ai vari dubbi che ho illustrato nell’atto. Il magistrato che ha ricevuto la mia richiesta ha ritenuto che io avessi calunniato Rosa e Olindo, sostenendo che costoro non erano gli assassini”.

Adesso dunque dovrà difendersi dall’accusa e se riuscirà a dimostrare che le sue affermazioni sono veritiere potrebbe clamorosamente ribaltare il processo che ha portato alla condanna definitiva dei due. La sua difesa si basa sulle tre prove: la testimonianza di Olindo e Rosa, il test del Dna e la testimonianza di Mario Frigerio. Intervistato da ‘Libero’ gli viene chiesto se pensa di riuscire a dimostrare l’innocenza di Olindo e Rosa, e Azouz risponde: “Ogni processo è un mistero. Ho fiducia nel giudice e nel tandem di legali che mi supporta. Ho anche fiducia nel pubblico ministero che, davanti alle prove richieste, possa rendersi conto di quale incredibile vicenda ho vissuto”.

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