Confermato l’ergasolo per il tranviere assassino di Valentina Faoro. La rabbia della madre: “Non basta”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:44

condanna assassino valentina faoroLa corte d’Assise d’Appello di Milano ha confermato la condanna all’ergastolo per il tranviere che ha ucciso la 19enne con 85 coltellate

Trascorrerà la sua intera vita in carcere il tranviere responsabile dell’omicidio della 19enne Valentina Faoro. Nel pomeriggio del 27 maggio 2020 è infatti arrivata la definitiva conferma, da parte della Corte d’Assiste d’Appello di Milano, alla condanna all’ergastolo con rito abbreviato per l’uomo che con 85 coltellate ha ucciso la giovane lo scorso 7 febbraio 2018. Il folle gesto si è consumato nell’appartamento di Alessandro Garlaschi dove la giovane viveva da quando il tranviere le aveva offerto una stanza in cambio di lavori domestici. Quando però la 19enne ha rifiutato le sue avance sessuali la furia di Garlaschi si è scatenata contro di lei. Subito dopo la lettura della conferma all’ergastolo la madre di Jessica Valentina, ha dichiarato: “Ergastolo non basta. Avergli dato l’ergastolo non è sufficiente per quel che ha fatto”. Anna Maria Natella ha poi aggiunto: “E’ stata fatta giustizia e per questo Jessica almeno potrà stare tranquilla. La tristezza c’è sempre e nulla potrà ridarmi quel che ho perso”.

La dichiarazione spontanea di Garlaschi alla corte

Nel corso di un collegamento video dal carcere, Alessandro Garlaschi si è scusato per quello che ha fatto per poi chiedere alla corte: “Se mi fate uscire e mi fate ritornare a una vita normale, lavorerò e risarcirò il danno”. Si tratta di dichiarazioni che l’ex tranviere ha rilasciato spontaneamente nel corso del processo di secondo grado come sottolineato dall’avvocato Francesca Santini la quale ha spiegato che il suo assistito “mancasse di lucidità”. Il legale di Garlaschi ha poi dichiarato: “Riproporremo l’istanza in Cassazione. Impugneremo la sentenza dopo aver letto le motivazioni” facendo riferimento alla richiesta di una perizia, respinta, per accertare la capacità di intendere e volere dell’uomo al momento del fatto e la capacità di stare in giudizio.

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