Caso George Floyd, parla Maxine Waters: “Ho visto compiacimento da parte del poliziotto”

Maxine Waters, membro della Camera dei Rappresentanti per lo Stato della California, ha parlato della morte di George Floyd, il caso che negli ultimi giorni ha scioccato Minneapolis e l’opinione pubblica mondiale

Secondo Maxine Waters, la morte di George Floyd– l’uomo di colore morto soffocato per mano dei poliziotti a Minneapolis- non è stata una fatalità ma un’azione compiuta da poliziotti che sembra traggano godimento nel prendere le vite delle persone di colore.

La politica, che è membro della Camera dei Rappresentanti per lo stato della California, ha palesato senza mezzi termini le sue idee ai microfoni di “TMZ live” e ha spiegato che sta riflettendo su altre uccisioni di giovani uomini di colore avvenute per mano di poliziotti o di suprematisti bianchi.

Maxine Waters sul caso George Floyd: “Quel poliziotto voleva uccidere”

Maxime Waters si sente oltraggiata per quanto accaduto a Minneapolis. George Floyd, uno uomo afroamericano, è morto per mano di due poliziotti che durante un fermo condotto con brutalità lo hanno soffocato.

Le immagini estrapolate dal video girato da una passante sono diventate iconiche negli ultimi giorni: si vede chiaramente un poliziotto, bianco, inginocchiato sul collo di Floyd. Che, invano, chiedeva all’agente di spostarsi perché il peso del suo corpo gli impediva di respirare.

Caso di razzismo? Maxine Waters sembrerebbe propendere per il sì. La democratica ha spiegato che dal video si nota come il poliziotto provasse gusto nel tenere placcato a terra l’uomo, pressando col ginocchio, e che sembra che alcuni poliziotti bianchi si alzino al mattino con l’idea di togliere la vita a qualche uomo di colore.

Maxine Waters è afroamericana, come la vittima, e sicuramente il caso di George Floyd l’ha toccata nel profondo anche per questa ragione.

Maxine Waters sul caso George Floyd: “Il sistema giudiziario ha fallito”

Maxine Waters ha spiegato ancora che casi come quello di Floyd rappresentano il fallimento del sistema giudiziario. Al poliziotto che ha materialmente ucciso l’uomo non importava che altri cittadini lo stessero guardando e addirittura riprendendo, perché era in cerca di “sangue”.

Proprio per inchiodare alle proprie responsabilità chi si macchia di crimini del genere è importantissimo avere prove inconfutabili, ha spiegato la donna. E nel caso della morte di George Floyd il video è un buon punto di partenza.

Maria Mento