Che fine ha fatto Massimo D’Alema, ex Presidente del Consiglio?

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:50

A lungo uno degli uomini politici più influenti della sinistra e dell’intera Italia, Massimo D’Alema al momento è fuori dal parlamento, cosa fa oggi?

Nel corso di tutti gli anni ’90 e agli inizi dei ’00, Massimo D’Alema è stato uno dei politici più influenti del Paese. L’apice della sua carriera è stato il 1998 quando è salito al parlamento come leader della maggioranza diventando dunque presidente del Consiglio. La sua esperienza alla guida del Paese, però, è stata contrassegnata da una forte instabilità tanto da costringere alla formazione di un secondo governo tra il ’98 ed il ’99 ed alla fine anticipata dell’incarico nel 2000.

Leggi anche ->L’Unione Europea potrebbe anche finire. Ma non è detto che l’euro non rimanga comunque

Nel 2003 diventa europarlamentare ma nel 2006 viene eletto deputato in Parlamento e lascia l’incarico europeo. Nel governo Prodi assume l’incarico di Ministro degli Esteri, ma anche questa seconda esperienza nella maggioranza di governo ha vita breve. Il governo infatti cade nel 2008 e si va a nuove elezioni. D’Alema è stato anche uno degli artefici della creazione del PD, partito al quale è appartenuto sino al 2017, anno in cui le frizioni con Renzi lo portano a scindersi e creare il partito Articolo 1 – Movimento Democratico e Progressista. Si candida alle politiche del 2018, ma non riesce ad ottenere un posto in parlamento.

Che fine ha fatto D’Alema?

Al termine di quella campagna elettorale, D’Alema si è allontanato gioco forza dalla politica nazionale. Giornalista e uomo di grande cultura, l’ex presidente nel tempo libero ama leggere, scrivere, coltivare vino e andare a vela. Ciò non significa che quando chiamato non intervenga per dare la propria opinione su quanto accade in Italia e nel mondo.

Proprio di recente, ospite della trasmissione ‘In mezz’ora in Più‘, D’Alema ha aspramente criticato la decisione degli Usa di inimicarsi la Cina spingendola ad un’alleanza con la Russia e creando una separazione economico-politica potenzialmente dannosa. Sulle decisioni dell’Europa di finanziare una ripartenza comune, invece, spera che si tratti dell’inizio di un nuovo percorso, in cui tutti i Paesi membri possano viaggiare ad eguale velocità.

Iscriviti al canale Telegram di NewNotizie per non perdere nessun aggiornamento: CLICCA QUI!