Coronavirus, trapianto riuscito: 18enne continua a vivere dopo che il Covid gli aveva bruciato i polmoni

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:31

casi in aumento polmonite con test negativo

E’ il 2 marzo.

Francesco si ritrova ad avere la febbre.

Il 6 marzo viene ricoverato in terapia intensiva all’Ospedale San Raffaele di Milano. Due giorni dopo, quindi, viene intubato e il 23 marzo viene addirittura collegato alla macchina Ecmo per la circolazione extracorporea.

Il coronavirus è inclemente con il ragazzo – che ha soli 18 anni: si ritrova con i polmoni di fatto “bruciati” ed ha la necessità, per continuare a vivere, di avere dei polmoni nuovi.

I medici del San Raffaele, confrontandosi con quelli del Policlinico, decidono quindi di tentare di trapiantargli degli organi nuovi: una operazione ancora effettuata raramente, se non in pochi rari casi in Cina (e in un singolo caso a Vienna, avvenuto però dopo l’operazione di cui stiamo scrivendo in questo articolo – datata 18 maggio).

Inserito in lista d’attesa urgente, riesce a trovare due polmoni idonei – donati da una persona morta in un’altra Regione: la storica operazione, quindi, e per Francesco la possibilità di vivere ancora grazie all’abilità dei medici e alla generosità di un donatore.

Iscriviti al canale Telegram di NewNotizie per non perdere nessun aggiornamento: CLICCA QUI!