Droga, il prezzo sale a causa del Coronavirus: le intercettazioni shock dell’operazione “FeuDora”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:59

Corriere della droga arrestato

Alcune intercettazioni ambientali, raccolte nell’ambito dell’operazione “FeuDora” condotta ad Aosta, svelano che il prezzo della droga è lievitato a causa del Coronavirus

L’operazione Feudora” ha portato all’arresto di dieci persone, nell’ambito di un giro di vite compiuto sullo spaccio di stupefacenti nella città di Aosta. Alcune intercettazioni ambientali raccolte a fine marzo, e cioè in piena fase di lockdown, svelano come anche il business degli stupefacenti abbia cercato di lucrare ulteriormente approfittando dell’emergenza sanitaria innescata dal Coronavirus. Gli stralci di intercettazioni pubblicate dall’Agenzia Ansa ci rivelano che ad Aosta si stava cercando di alzare il prezzo della droga da far girare nella zona.

Operazione “FeuDora”, il prezzo della droga durante il lockdown: quello che si è scoperto ad Aosta

Due giorni fa, il 26 maggio 2020, la Guardia di Finanza ha messo a segno l’arresto di 10 persone che sono state indagate nell’ambito dell’operazione “FeuDora”. L’inchiesta ha cercato di far luce sullo spaccio di eroina e cocaina nella città di Aosta e ha permesso di scoperchiare l’esistenza di un sistema criminale che ruotava intorno alla figura di Giuseppe Nirta (68 anni), originario della Calabria ma residente in regione fin dagli anni ‘90. Oltre ai dieci arresti, i finanzieri del Gruppo Aosta hanno realizzato anche una ventina di perquisizioni: lo riporta Aostasera.it.

Giuseppe Nirta si trova in carcere dallo scorso 27 marzo 2020. Il 68enne venne fermato mentre si trovava alla guida della sua auto e aveva a bordo un kg di eroina. A quel periodo risalgono delle intercettazioni che svelano come si stesse cercando di sfruttare la disperazione dei clienti che cercavano di procacciarsi una dose e che si vedevano fortemente limitati dalle restrizioni imposte dal lockdown.

Perché adesso essendoci la cosa, il virus, dobbiamo alzare il prezzo“, diceva Giuseppe Nirta rivolgendosi a Giuseppe Mauri Zavaglia (43 anni, adesso agli arresti domiciliari). L’intercettazione ambientale è datata 26 marzo, e quindi risale proprio a poco prima del suo arresto.

Operazione “FeuDora”, la “Black tar” venduta a 60 euro al grammo

Anche sulla base le intercettazioni messe agli atti, gli inquirenti hanno scoperto che la qualità dell’eroina in possesso di Nirta non era delle migliori. Sul mercato è nota con il nome di “Black tar”, cioè “Catrame nero”, ed è una tra le più pericolose rintracciabili perché meno raffinata. Questo tipo di droga viene iniettata (non sniffata) e le intercettazioni hanno svelato che veniva smerciata a 60 euro al grammo circa. La cocaina costava il doppio.

Maria Mento

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