Recovery Fund, l’Europa sta sacrificando l’Italia? Intervista a Yanis Varoufakis

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:59

Yanis Varoufakis, ex Ministro delle finanze della Grecia, ha parlato in un’intervista rilasciata a La Stampa su cosa stia accadendo in Europa e dei fondi stanziati per l’Italia. Ma avverte: così arriverà l’austerity

Il Governo festeggia la vittoria ottenuta in campo europeo per aver messo una seria ipoteca sui fondi che arriveranno dall’Ue per rilanciare l’economia nell’era post Coronavirus: si parla di 172 miliardi di euro per il nostro Paese, tra prestiti e contribuiti a fondo perduto. L’Italia è prima per volume di fondi ricevuti, seguita quasi a pari passo dalla Spagna. Ma il Recovery Fund è la strada giusta da seguire?

La Stampa ha intervistato qualcuno che, vista la sua esperienza e la sua nazionalità, di crisi economiche ne sa qualcosa: parliamo di Yanis Varoufakis, ex Ministro delle Finanze della Grecia e leader del Movimento progressista paneuropeo DiEM25. Varoufakis, che ha visto molto da vicino il disastro economico cui il suo Paese è andato incontro in questi anni con la Troika, ha avvertito l’Italia: con le misure che si intende adottare si rischino il disastro e l’austerity.

Intervista a Yanis Varoufakis: “L’Italia e gli aiuti Ue? Si rischia l’austerity”

Se da un lato, in Italia, c’è chi si ritiene soddisfatto perché pensa che finalmente l’Unione Europea si sia decisa ad ascoltare le richieste dell’Italia (grazie alla decisione di stanziare 172 miliardi a favore del Bel Paese, per aiutare la ripartenza dopo il Coronavirus), da un altro lato c’è chi non la pensa esattamente così. Perché se è vero che l’Europa si sta muovendo, è anche vero che lo starebbe facendo seguendo la direzione sbagliata. Parola di Yanis Varoufakis, ex Ministro delle Finanze della Grecia che è stato intervistato da La Stampa e ha spiegato perché gli aiuti che arriveranno all’Italia dall’Ue condurranno il nostro Paese all’austeriry.

Bisogna che la Bce emetta eurobond trentennali. Solo così l’Italia si salva. Altrimenti già tra un anno Bruxelles sarà pronta a chiedere politiche di austerity, come ha fatto con noi in Grecia”, ha detto Varoufakis.

L’ex Ministro ha messo in conto che entro un anno all’Italia potrebbe essere chiesto di entrare in regime di austerity. Perché? Perché bisognerà iniziare a ripagare i prestiti, ma sarà quasi impossibile farlo dal momento che questi provvedimenti economici porteranno il debito pubblico a toccare le vette del 200% del PIL. Ecco che, secondo l’esperto greco di finanza, più che fare i salti di gioia per la quantità dei fondi stanziati si dovrebbe ricercare la qualità degli aiuti.

Intervista a Yanis Varoufakis: “Serve crescita, non austerità”

Spiega Varoufakis:

Mi spiego. Ci sono tre punti che non mi convincono di questo pacchetto. Secondo le mie stime inciderà per circa l’1% del Pil italiano per i prossimi tre anni: un valore insignificante. Tanti miliardi, poi, essendo vincolati a investimenti in settori come le nuove tecnologie, saranno dirottati più su Francia e Germania che sull’Italia. Infine i prestiti dovranno essere ripagati e, con un debito pubblico che salirà al 200% del Pil, sarà difficile farlo“.

A queste si aggiungono quelle sulla BCE: la Banca Centrale Europa ha dichiarato di essere pronta ad acquistare “titoli spazzatura” per aiutare i Paesi in crisi. “Fino a che punto potrà farlo?“, si chiede l’ex Ministro greco. Insomma, l’Europa– con i provvedimenti che sa adottando- sta andando nella direzione del suo sgretolamento. E spiega ancora che l’austerity non è utile e che ci sono tre soluzioni che si potrebbero adottaare. Una è quella, cui abbiamo già accennato, relativa all’emissione di eurobond trentennali. Ecco le altre due:

“(…) La seconda soluzione è un piano di investimenti veicolati dalla Bei, un Green Deal verde di 500 miliardi l’anno. Una terza idea è l’helicopter money, soldi a pioggia ai cittadini come ha fatto Trump. Solo così affronteremo i costi della crisi economica senza scivolare nell’austerità“.

Giorno 3 giugno Yanis Varoufakis terrà una video-lezione all’International University College di Torino. Occasione in cui certamente ci sarà modo di approfondire anche queste tematiche.

Maria Mento

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