Adolescente scappa col fidanzato, il padre la punisce decapitandola nel sonno

Un’adolescente iraniana ha tentato la fuga d’amore con il suo compagno, ma il padre ha denunciato la fuga e quando è tornata a casa l’ha decapitata.

La storia di Romina Ashrafi, 14enne iraniana brutalmente uccisa dal padre lo scorso 21 maggio è divenuta virale. La tragica fine di questa adolescente è l’ennesima dimostrazione di come in Iran viga ancora una cultura maschilista che reputa la donna sottomessa e la disobbedienza al volere dell’uomo un’onta da punire con un delitto d’onore. La ragazza ha avuto un’unica colpa, quella di voler decidere cosa fare della sua vita e con quale uomo passare il resto della sua vita.

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Romina aveva scelto di stare con un uomo molto più grande di lei (non qualcosa di scandaloso in una società in cui per la shaaria le ragazze possono sposarsi a 13 anni), ma il padre aveva opposto il suo netto rifiuto. Così i due innamorati sono scappati dalla città di Talesh per sposarsi di nascosto e vivere insieme. Il padre ha denunciato l’uomo per rapimento alla polizia e nel giro di qualche giorno i due sono stati riportati in città.

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Adolescente decapitata dal padre: Romina aveva chiesto aiuto al giudice

Portata davanti ad un magistrato per la deposizione, Romina aveva spiegato di aver seguito l’uomo di sua volontà ed aveva anche detto che temeva di tornare in casa perché il padre l’avrebbe uccisa. Ciò nonostante è stato stabilito che tornasse sotto la tutela dei suoi genitori. Una notte, mentre l’adolescente dormiva, il padre si è introdotto nella sua camera da letto e l’ha decapitata con una falce. L’uomo subito dopo si è consegnato alle autorità ammettendo il suo crimine.

Il caso è diventato di pubblico dominio sui media iraniani ed anche in quelli esteri, con la BBC che ha raccontato il caso in tutto il mondo. Il padre della giovane verrà processato e rischia una pena detentiva di 10 anni. Lo stesso presidente iraniano Hassan Rouhani ha espresso il proprio cordoglio per quanto successo e assicurato che l’assassino venga punito in modo esemplare per dare un segnale alla società e scoraggiare simili comportamenti in futuro.

Spesso, infatti, simili reati vengono ritenuti delitti d’onore e protetti dalla legge del taglione. In questo caso, però, tale norma non è applicabile. Lo spiega uno dei principali quotidiani locali, evidenziando come “l’occhio per occhio” non può applicarsi tra padre e figlia. Punire un tale reato come merita è solo il primo passo per eradicare una cultura patriarcale in cui la violenza sulle donne è “istituzionalizzata”.