Soros a La Repubblica allerta sulla Cina e sull’Europa: “Italiani maltrattati durante l’emergenza profughi”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:54

Intervista del finaziere e filantropo George Soros a ‘La Repubblica’.

Una intervista in cui l’incubo di cospirazionisti e sovranisti avverte l’Europa circa una possibile alleanza con la Cina in vista di un mondo sempre più polarizzato tra il paese asiatico e gli Stati Uniti: “Il presidente cinese Xi è un dittatore, ma l’Unione europea e i suoi ambienti industriali vedono la Cina come un partner economico, senza rendersi conto che fare dipendere le nostre infrastrutture dalla tecnologia di Pechino ci espone a ricatti e condizionamenti”.

Una polarizzazione pericolosa per il mondo intero perché – fa notare Soros – da un lato le due potenze “dovrebbero lavorare insieme su cambiamento climatico e ricerca di un vaccino per il Covid 19”, ma “non si può fare se c’è concorrenza su chi svilupperà e utilizzerà il vaccino”.

A complicare le cose, poi, il fatto che si tratti di “due sistemi diversi, una democrazia e un’autocrazia”.

Per questo motivo, Soros sconsiglia alcuna collaborazione con il paese asiatico: “è necessario proteggere il nostro sistema democratico”.

Italia scrive alla Libia: più tutele per i migranti

Una battuta quindi sul rapporto tra Italia ed Europa (molto significativa considerando come Soros sia sempre stato considerato uno dei colpevoli dell’emergenza migranti – con i suoi finanziamenti alle Ong): “L’Italia è stata sempre il Paese più europeista. Gli italiani, per ottimi motivi, avevano più fiducia nell’Europa che nei loro stessi governi, ma sono stati maltrattati durante l’emergenza profughi”.

In tal senso, ha ribadito: “La Ue ha lasciato tutto il peso a carico del primo Paese in cui arrivavano i profughi, senza alcuna condivisione degli oneri“.

Per questo motivo “gli italiani hanno votato per Salvini e per i 5 Stelle”.

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