Uber Italy è commissariata: si indaga sul caporalato. I fattorini venivano sfruttati e umiliati

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:44

Sono mille le testimonianze dei riders che i Carabinieri stanno raccogliendo nell’ambito di un’inchiesta sul caporalato che ha coinvolto Uber Italy, adesso commissariata

Il Tribunale di Milano, Sezione misure di prevenzione, ha disposto il commissariamento di Uber Italy srl, la filiale italiana dell’azienda statunitense che fornisce un servizio di trasporto automobilistico privato e servizi a domicilio nell’ambito del settore ristorazione. La decisione è arrivata dopo le scoperte messe in luce da un’indagine che è stata portata avanti sul caporalato: i fattorini impiegati per l’espletamento del servizio Uber Eats, ufficialmente reclutati da altre due società di intermediazione del settore logistica, venivano sfruttati e minacciati.

In molti casi, le persone reclutate erano migranti provenienti da contesti di guerra. A condurre l’inchiesta, come riporta l’Agenzia Ansa, sono gli agenti del Nucleo di Polizia economico finanziaria della Guardia di Finanza, coordinati da Alessandra Dolci (Procuratore Aggiunto) e da Paolo Storari (Pubblico Ministero).

Uber Italy commissariata, contestato il reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro

Retribuiti con uno stipendio da fame (3 euro a consegna), indipendentemente dal loro orario di lavoro, minacciati e costretti a lavorare anche se malati. Inoltre, non dovevano reclamare le mance lasciate dai clienti attraverso l’app e spesso dovevano pregare più e più volte prima di ricevere il proprio compenso.

Questo è il contesto- drammatico- emerso da un’indagine sul caporalato portata avanti dalla Guardia di Finanza e dal Tribunale di Milano. Nel mirino degli inquirenti è finita la Uber Italy srl, colpevole di sfruttare i ciclofattorini che si occupavano delle consegne a domicilio per il servizio Uber Eats, e la Flasch Road City (una società di intermediazione). Dall’inchiesta, che ha portato al commissariamento di Uber Italy srl, è emerso che venivano reclutate (e sfruttate) persone in stato di bisogno economico, persone che si trovavano in centri di accoglienza temporanei e migranti provenienti da contesti di guerra.

Si indaga per quanto previsto dall’articolo 603 bis c.p., che si occupa di comminare le pene (e annesse aggravanti) per le varie casistiche in cui vengano commessi i reati di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro. Le pene prevedono la reclusione da uno a sei anni e il pagamento di una multa che va dai 500 ai mille euro per ciascuno lavoratore così reclutato. Nel caso in cui venga accertato l’uso di violenza o di minacce, la pena viene maggiorata: si parla di reclusione da cinque a otto anni e di una multa che va dai mille fino ai 2mila euro per ciascun lavoratore reclutato.

Uber Italy commissariata, Uber rilascia una nota con cui si dissocia dal caporalato

Uber ha voluto prendere le distanze da quanto scoperto dagli inquirenti sulla sede italiana dell’azienda di San Francisco e lo ha fatto diramando una nota:

Uber Eats ha messo la propria piattaforma a disposizione di utenti, ristoranti e corrieri negli ultimi 4 anni in Italia nel pieno rispetto di tutte le normative locali. Condanniamo ogni forma di caporalato attraverso i nostri servizi in Italia“.

Si legge ancora:

Inoltre partecipiamo attivamente al dibattito sulle regolamentazioni che crediamo potranno dare al settore del food delivery la sicurezza legale necessaria per prosperare in Italia. Continueremo a lavorare per essere un vero partner di lungo termine in Italia“.

Articolo in aggiornamento

Maria Mento

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