Caso George Floyd, qualcuno adesso minaccia la Polizia di Minneapolis: è il gruppo “Anonymous”

L’omicidio di George Floyd ha innescato la protesta violenta della popolazione a Minneapolis e in altre città statunitensi. Ma adesso qualcuno ha dichiarato guerra  alla Polizia

La morte di George Floyd, l’uomo afroamericano ucciso durante un fermo da un poliziotto una settimana fa circa, ha scatenato il caos a Minneapolis e anche in altri Stati Usa. Gli abitanti della città in cui l’uomo ha trovato la morte sono scesi in piazza per manifestare il proprio dissenso e la Polizia ha messo a segno 1400 arresti. Ancora, a Jacksonville (Florida) un agente è stato pugnalato al collo nel corso di altri disordini, un uomo è stato ucciso Indianapolis  e un altro è morto a Detroit. Molte altre città stanno sperimentando il coprifuoco. Oltre a questi disordini, per cercare di spegnere i quali è stato necessario mandare l’esercito a Minneapolis, ci sono anche altre minacce da tenere in considerazione: in un video, pubblicato su Facebook, il gruppo di hacktivists che va sotto il nome di “Anonymous” ha apertamente dichiarato guerra ai poliziotti di Minneapolis.

“Anonymous” minaccia la Polizia di Minneapolis, non si placano le proteste per l’uccisione di George Floyd

Anonymous” è il nome di un fenomeno internet, una forma di attivismo, sotto la cui egida si identificano comunità o singoli utenti che sfruttano l’anonimato per portare avanti un determinato obiettivo. “Anonymous” , adesso, ha preso di mira il dipartimento della Polizia di Minneapolis dopo quanto accaduto nella giornata di lunedì scorso. Durante un fermo, condotto in maniera oltremodo brutale, il poliziotto Derek Chauvin ha ucciso l’afroamericano George Floyd. L’agente, dopo aver atterrato l’uomo, gli ha premuto un ginocchio sul collo fino a soffocarlo e adesso è stato arrestato: dovrà rispondere di omicidio di terzo grado.

L’uccisione di George Floyd, testimoniata da un video ormai tragicamente famoso che è stato girato da una passante e che poco dopo è finito in rete, sarebbe stata compiuta nel pieno compiacimento dell’agente che si è inginocchiato su di lui. Lo dimostrerebbe, appunto, l’espressione del viso dell’agente ripreso dalla videocamera.  L’indignazione e la rabbia hanno portato a giornate di aspre proteste messe in atto dai cittadini di Minneapolis, nonché a parole di assoluta condanna che sono arrivate dal mondo della politica.

Per Barack Obamala morte di George non dovrebbe essere considerata normale nell’America del 2020”. Per Joe Bideni cattivi poliziotti vanno puniti”.

“Anonymous” minaccia la Polizia di Minneapolis, le richieste del gruppo

Sul caso Floyd è intervenuto anche “Anonymous”. In un video, pubblicato su Facebook, il gruppo ha accusato la Polizia di Minneapolis di voler coprire le responsabilità di Chauvin e degli altri poliziotti coinvolti nel caso Floyd e ha fatto sapere che rivelerà al mondo intero i numerosi crimini commessi dal dipartimento. La Polizia del Minnesota, secondo “Anonymous, sarebbe corrotta e si sarebbe macchiata dell’uccisione di 193 persone. Tra le vittime a cui il collettivo ha fatto riferimento ci sono Jamar Clark (ucciso nel 2015), Philando Castile (ucciso nel 2016), Justine Damond (ucciso nel 2017), Thursman Blevins (ucciso nel 2018) e Brian Quinones (ucciso nel 2019).

Anonymousha dunque chiesto che vengano accusati penalmente anche gli agenti che avrebbero potuto fermare Chauvin e che invece non l’hanno fatto.

Agenti che uccidono persone e commettono altri reati devono rispondere dei loro atti come tutti noi. Altrimenti, crederanno di avere il diritto di fare ciò che vogliono. Si dirà che questa è opera di poche mele marce. Ma che dire degli agenti che non fanno nulla mentre vengono commessi crimini e dei dipartimenti di polizia che rifiutano di perseguire questi criminali? La gente ne ha avuto abbastanza di questa corruzione e della violenza compiuta da un’organizzazione che promette di proteggere“, si dice nel video. “Anonymous” ha anche affermato che la gente si sta finalmente svegliando e che è stanca di vedere sangue versato inutilmente.

Maria Mento