Sepolti vivi, quando si “ritorna” dall’aldilà: i casi di persone che sono state seppellite mentre erano ancora in vita

Il Daily Star ha raccolto una carrellata di racconti agghiaccianti: sono le storie di quelle persone che, credute morte, sono state chiuse in una bara e poi sepolte 

Erano ancora vive ma sono state credute morte e per questo hanno rischiato davvero di morire, per asfissia. È successo a tutte quelle persone che versavano in stato di morte apparente e che sono state sepolte vive nel cimitero del proprio paese o città di appartenenza, dopo  la regolare celebrazione delle loro esequie. Molte di queste persone sono riuscite ad attirare l’attenzione delle persone che si recavano in visita dei loro defunti e a farsi tirare fuori. Certo, dopo un sicuro momento di terrore misto a sorpresa che coglierebbe chiunque dovesse venire a trovarsi di fronte a una tomba dalla quale vengono fuori voce e lamenti di chi dovrebbe essere defunto e non lo è.

Il Daily Star ha raccolto una carrellata di agghiaccianti vicende: si tratta delle storie di alcune delle persone che ce l’hanno fatta a tornare “indietro” e di altre che sono morte proprio a causa di un seppellimento. Perché spesso la morte giunge prima che qualcuno si renda conto del terribile errore commesso.

Sepolti vivi, le tragiche morti di Rosangela Almeida e di Neysi Perez

Cimitero di Senhora Santana, città brasiliana di Riachao das Neves. Anno 2018. Alcune persone vengono messe in allerta da delle urla, inizialmente ricondotte a dei bambini  visti come potenziali autori di un macabro scherzo. Ci si accorse ben presto che quei lamenti provenivano da un luogo impensabile: dall’interno di una tomba occupata da una persona che era stata seppellita lì undici giorni prima.

Si trattava di Rosangela Almeida, una donna di 37 anni che quando venne riesumata venne trovata cosparsa di lividi. Peccato che al momento della sepoltura il suo corpo non avesse le ecchimosi riscontrate al momento del disseppellimento. Si scoprì, dunque, che Rosangela era stata tragicamente sepolta mentre si trovava ancora in vita.

Di casi di morte apparente, in tutto il mondo, se ne sono verificati diversi e non tutti si sono conclusi con l’entrata in scena dei soccorritori in un lasso di tempo utile a evitare il peggio. E infatti- nel ricordare il caso di Rosangela- non possiamo non citare anche quello di Neysi Perez, una ragazzina di 16 anni deceduta in analoghe circostanze tre anni prima.

I fatti a cui ci riferiamo si sono svolti in Honduras, nel 2015, e per un certo periodo di tempo si era persino dubitato della veridicità della notizia (come ora vedremo, non tutto  nella vicenda che ha portato alla morte di Neisy è chiarissimo).

Neisy Perez, fidanzata con Rudy David Gonzales, era incinta di tre mesi quando venne creduta morta. Si  pensò che a ucciderla fosse stato un infarto provocato dall’aver sentito  degli spari provenire dall’abitazione di alcuni vicini. Così Neisy, probabilmente vittima di uno stato di catalessi o di cataplessia, venne sepolta con immenso dolore da parte di chi l’amava e con indosso il suo abito da sposa. Il giorno dopo, quando Rudy Davide Gonzales si recò al cimitero per portare dei fiori sulla sua tomba, il giovane sentì dei rumori provenire dall’interno della sepoltura. Era come se qualcuno stesse bussando per farsi aprire.

Ci mise poco a comprendere che la la sua amata era ancora viva quando l’avevano sepolta. Purtroppo, al momento dell’apertura della bara, Neisy era già morta. La testimonianza di Rudy venne messa in dubbio: non si credeva che realmente avesse potuto sentire dei rumori, ma piuttosto che l’immaginazione del giovane gli avesse tirato un brutto scherzo. Le condizioni del corpo della ragazza, tuttavia, diedero adito a delle perplessità.

Le sue mani erano piene di lividi, causati dallo sforzo profuso dalla giovane nel cercare di farsi sentire, e inoltre il vetro che separava l’interno della bara del coperchio era stato frantumato in qualche punto. Il suo corpo era ancora caldo e questo significava che era spirata da poco. Insomma, pareva proprio che Neysi si fosse risvegliata all’interno della bara e che avesse cercato di liberarsi.

Si cercò anche di rianimarla trasportandola in ospedale, ma fu tutto inutile e non rimase altro da fare se non inumarla- di nuovo- al cimitero de La Entrada, dove tuttora riposa.

Sepolte vivi, le storie di chi ce l’ha fatta: l’incredibile vicenda di Essie Dumbar

Fortunatamente, non tutte le persone che per errore vengono sepolte da vive finiscono per morire davvero. Rosangela e Neysi sono due persone che hanno perso la loro corsa contro il tempo e, dopo aver ricordato le loro tristissime storie, vogliamo anche riproporre le testimonianze di chi ha potuto raccontare con la propria voce le vicende di cui è stato protagonista. Andiamo, allora, indietro nel tempo e fermiamoci all’anno 1915. È questo il momento in cui dobbiamo collocare la vicenda di Essie Dumbar, una ragazza di 30 anni che soffriva di epilessia e che venne creduta morta proprio durante una delle sue crisi.

Dopo il violento attacco, il corpo esanime di Essie venne sistemato in una bara di legno e si stabilì che le sue esequie fossero celebrate non immediatamente, ma il giorno seguente. Questo per permettere a sua sorella– che doveva ancora arrivare- di prendervi parte. La giovane non riuscì comunque ad arrivare in tempo e così la bara di Essie venne tumulata poco prima che lei riuscisse a giungere nel luogo in cui si trovava la sua tomba.  Eseguendo una procedura del tutto straordinaria, la bara venne riportata alla luce e venne aperta per consentire alla ragazza di dare l’ultimo saluto all’amata sorella.

Ed ecco la sorpresa: pochi secondi dopo l’apertura della bara, Essie aprì gli occhi, si mise a sedere e sorrise alla sorella. Il cimitero fu invaso dal panico perché tutti gli intervenuti alla cerimonia pensavano che quell’essere che stavano vedendo muoversi fosse uno zombie. Chi aveva risollevato la sua bara la lasciò ricadere in fondo alla fossa, causando alla giovane che si credeva defunta la rottura di due costole. Seguì un fuggi fuggi generale. Cosa fosse successo fu presto lampante, ma gli abitanti del suo villaggio continuarono a guardare Essie con sospetto e questo fino a quando la donna non spirò realmente, nel 1955.

Andando sempre indietro nel tempo, ma di certo non quanto abbiamo fatto per Essie, segnaliamo un altro caso di morte apparente con lieto fine verificatosi a Ferraz de Vasconcelos (San Paolo) nel 2013. Anche in questo caso fu una donna, che si era recata a trovare i propri defunti, a sentire dei rumori provenire da una tomba vicina. I passi successivi portarono al disseppellimento di un uomo che la famiglia aveva creduto morto, probabilmente a causa dei problemi psichici di cui pare che l’uomo soffrisse. Il fortunato signore venne portato in ospedale per essere visitato: fu dimesso e rimandato a casa nel corso della stessa giornata.

Maria Mento