Cina, ancora in programma il festival in cui si cucinano i cani vivi

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:58

Nonostante il governo cinese abbia bandito la vendita di carne di cani e gatti, il più grande festival a base di carne di cane è ancora in programma.

La recente pandemia ha portato il governo cinese a prendere delle decisioni rigide sulla vendita di carni nei così detti “Wet Market“. Si pensa infatti che proprio da quei mercati all’aperto, in cui si vendeva ogni genere di carne e dove spesso gli animali venivano uccisi in presenza degli acquirenti, sia partita la diffusione del Covid-19. Per il momento, infatti, è stato imposto lo stop alla vendita ed in futuro dovranno essere garantite delle norme d’igiene più rigide per poter riaprire.

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Qualche giorno fa, con grande gioia degli animalisti, il ministro dell’Agricoltura e degli affari rurali ha anche vietato la vendita di carne di cane o di gatto nei mercati cinesi. Nell’annunciare la decisione, il ministro ha spiegato che cani e gatti sono animali di compagnia e non carne da macello. Inoltre ha sottolineato come il mangiare la loro carne non faccia più parte della cultura di massa del popolo cinese.

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Cina: ancora in programma il festival in cui si cucinano i cani vivi

Alcuni grandi centri si stanno già adattando alle nuove disposizioni ministeriali, ma per il momento nelle piccole realtà si procede a rilento. Inoltre, hanno fatto notare gli animalisti, per il mese di giugno è ancora in programma il Festival di Yulin. Si tratta di una sagra delle durata di una settimana in cui cittadini cinesi giungono da ogni parte della zona per mangiare carne di cane bollita o arrostita. La cosa più macabra, però, riguarda le modalità con le quali i cani vengono uccisi: nella maggior parte dei casi vengono bolliti o arrostiti vivi dopo essere stati storditi, in altri gli viene tagliata la gola per fare defluire il sangue dal corpo.

La Human Society International, un gruppo che si occupa di diritti dell’uomo e degli animali, ha denunciato il mancato annullamento della sagra. La direttrice dell’associazione, Wendy Higgins, ha detto al ‘Daily Star‘: “Se si svolgerà appare chiaro che andrà contro le direttive ministeriali. Nel giro di un paio di settimane il mattatoio di Yulin sarà pieno di migliaia di cani terrorizzati in attesa di essere percossi e macellati per il loro infame festival”.

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