Il Coronavirus è cambiato? Zangrillo e Galli si scontrano a ‘Porta a Porta’

Nell’ultima puntata di ‘Porta a Porta’, Zangrillo e Galli, esperti del San Raffaele e del Sacco, si scontrano sul presunto cambiamento del Coronavirus.

Da giorni si dibatte nella comunità scientifica e sui media sulla presunta variazione del Coronavirus negli ultimi tempi. Di base c’è un utilizzo confusionario di termini che non permette agli esperti in questione di trovare un punto di contatto. Il dato di fatto a cui si è assistito in queste ultime settimane è il calo costante delle persone ricoverate in ospedale ed in terapia intensiva. Il virus, insomma, sta mietendo meno vittime e questo è un dato statistico incontrovertibile.

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Il punto del contendere è sul motivo per cui questo si sta verificando. Zangrillo, direttore della terapia intensiva del San Raffaele di Milano, la scorsa settimana ha dichiarato che dal punto di vista clinico il Covid-19 è “Un’altra malattia” rispetto a quella di febbraio-marzo. Affermazione che ha suscitato clamore e veementi opposizioni da parte di illustri colleghi e virologi. Ieri, dunque, Bruno Vespa ha invitato in studio Zangrillo e Galli (uno dei principali contestatori delle affermazioni), primario del reparto malattie infettive dell’Ospedale Sacco di Milano.

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Il Coronavirus ha perso efficacia?

Zangrillo ha confermato la propria posizione dicendo: “dall’osservazione clinica abbiamo visto una flessione progressiva fino a non vedere più un paziente in terapia intensiva”. Un dato di fatto che dimostra come ci si trovi di fronte ad un diverso tipo di emergenza rispetto a qualche mese fa, ma su questo Galli controbatte: “solo il 10 per cento delle persone che hanno contratto il virus sono costrette ad andare in ospedale con una polmonite”. Il calo dunque di terapie intensive sarebbe da attribuire solamente all’efficacia delle misure di distanziamento e sanificazione.

Le persone che vengono infettate, però, ci tiene a precisare Galli, hanno la stessa malattia e sono a rischio polmonite esattamente come due mesi prima. Quindi aggiunge che i dati delle ricerche: “non ci dicono che il virus sia cambiato in maniera significativa“. Zangrillo a questo punto risponde: “Non ho mai detto che il virus sia cambiato. Posso assicurare che stiamo assistendo ad una malattia assolutamente differente“. Ma Galli precisa ancora una volta: “Possiamo essere d’accordo che quello che stiamo vedendo e diverso da quello che vedevamo un mese fa”, sottolineando però che si tratta di una “logica conseguenza del fine della prima ondata dell’epidemia”.