Quanto male fa fumare la cannabis? Parlano gli esperti di Modena: effetti più veloci rispetto al tabacco

Uno studio compiuto a Modena da una squadra di esperti ha verificato gli effetti del fumo da cannabis sui polmoni di 112 pazienti. Il risultato è sconvolgente (in negativo)

Fumare la cannabis fa male esattamente come fumare il tabacco, con un’unica differenza: gli effetti deleteri per l’organismo del fumatore di cannabis iniziano a farsi vedere prima. È questo il risultato di uno studio che è stato portato avanti dall’Azienda Ospedaliero Universitaria di Modena e dall’Università di Modena e Reggio Emilia. I due team di ricercatori hanno focalizzato la loro attenzione su un campione di 112 pazienti del policlinico, alcuni dei quali molto giovani, mettendo in luce le conseguenze- disastrose- alle quali si va incontro quando si decide di fumare la cannabis. Vediamo di capire come, nel dettaglio, sia stata condotta questa ricerca.

Fumare la cannabis fa male, in Emilia-Romagna condotto uno studio su 112 pazienti affetti da pneumotorace spontaneo

Sulla rivista scientifica PlosOne è apparso un articolo legato a uno studio capace di fornirci dei dati importati sulla cannabis. Si tratta di una ricerca che ha visto la luce grazie alla collaborazione sorta tra l’Azienda Ospedaliero Universitaria di Modena e l’Università di Modena e Reggio Emilia. Lo studio in questione ha potuto accertare come fumare cannabis non solo faccia male ma che faccia vedere i suoi effetti sull’organismo prima rispetto a quanto non implichi il fumare il tabacco.

Come si è svolta l’indagine di cui stiamo parlando? Gli esperti hanno concentrato la loro attenzione su 112 pazienti di età compresa tra i 18 e i 40 anni che hanno subito interventi di pneumotorace spontaneo, una patologia che comporta l’accumulo (anomalo) di aria nella cavità pleurica.

Come ci spiega la Repubblica, i pazienti sono stati suddivisi in base all’uso di sostanze: fumatori di marijuana (non hashish), fumatori di tabacco e non fumatori. Questo in modo tale da evidenziare le differenze esistenti tra polmoni non intaccati dal fumo e gli altri, e anche per differenziare le sintomatologie e monitorare l’andamento del decorso post -operatorio.

I medici e gli studiosi hanno accertato che chi di questi pazienti sia solito fumare cannabis presenta una condizione di salute maggiormente compromessa a livello polmonare: presenza di tosse con catarro, di bronchite cronica, di lesioni polmonari e  un decorso post-operatorio che avrebbe potuto essere segnato da complicanze o dal rischio di recidiva.

Fumare la cannabis fa male, parla il professor Alessandro Stefani

Alessandro Stefani (docente di Chirurgia Toracica in forze all’Unimore) ha parlato di questo studio e ha spiegato che in sostanza si tratta del primo che mostri come i fumatori di cannabis siano dei soggetti più a rischio, nel caso della patologia descritta:

L’aspetto innovativo della nostra ricerca  sta proprio nell’analisi delle fasi successive all’intervento chirurgico. Che il fumo di marijuana provocasse danni al polmone è infatti già noto da diversi anni, ma la correlazione con lo pneumotorace è un argomento ancora poco studiato. Questo studio è il primo che evidenzia che i fumatori di cannabis operati per pneumotorace corrono maggiori rischi dopo l’intervento e sono più soggetti a recidiva“.

E ancora: “Alcuni avevano delle Tac simili ai polmoni di fumatori di sigarette di 60 anni”. Ma si tratta di pazienti giovanissimi, perché la media dell’età dei pazienti coinvolti è pari a 25 anni. Poi Stefani ha anche rassicurato spiegando che questi sono gli effetti dati dal consumo abituale, protrattosi ogni giorno per anni, e non quelli che si abbattono sui consumatori occasionali.

Maria Mento