Conte chiama, Berlusconi risponde e spacca il centrodestra: sì al Recovery Fund

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:34

Silvio Berlusconi si dice disponibile a collaborare con la maggioranza per la stesura del Recovery Fund italiano, spaccando di fatto il centrodestra.

In un periodo storico complicato, in cui bisogna moltiplicare gli sforzi per gestire la ripresa economica dell’Italia, Giuseppe Conte si è detto disposto al dialogo con l’opposizione per il bene della nazione. Quello del premier è un invito a tutti i parlamentari a mettere da parte le ostilità ideologiche e collaborare alla stesura di un Recovery Fund che permetta al Paese di ripartire dopo la quarantena.

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Disposto al dialogo e alla collaborazione è il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi. L’ex presidente del consiglio è concorde nel dire che in questo momento bisogna pensare al benessere della nazione e non si tirerà indietro qualora ci fossero le condizioni per una reale partecipazione al progetto di ripartenza. Intervistato da ‘La Stampa’, Berlusconi dichiara: “La nostra prima preoccupazione, il nostro primo impegno dev’ essere quello di contribuire alla stesura del Recovery Fund italiano che andrà presentato alla Commissione europea il più presto possibile”.

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Berlusconi dice sì al Recovery Fund, ma a 3 condizioni

Una posizione, quella di Berlusconi, che potrebbe cogliere di sorpresa i suoi alleati del centrodestra e che di certo non è condivisa da Salvini e dalla Meloni. Tuttavia, il leader di FI ricorda come sia stato proprio lui il primo a proporre una collaborazione con il governo: “Io per primo ho proposto, dall’inizio della pandemia, un rapporto di collaborazione istituzionale fra maggioranza e opposizione. L’ ho ribadito fino a ieri facendo mie le sollecitazioni del capo dello Stato e del governatore di Bankitalia”.

L’ex presidente del consiglio, tuttavia, chiede a Conte una collaborazione fattiva e non esclusivamente formale: “Sono disponibile. Con tre precisazioni. Primo, collaborazione istituzionale non significa convergenza politica. Secondo, l’ ascolto non è una concessione che il presidente del Consiglio ci fa; semmai è nell’interesse del Paese e dello stesso governo avvalersi di chi, come noi, ha esperienza e competenza, non solo politica. Qualità queste che nei partiti della maggioranza scarseggiano”, spiega e conclude: “Ascoltare l’ opposizione non può essere solo un gesto di cortesia formale. Deve tradursi nel concordare concretamente le scelte da fare”.

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