Razzia di antichità e furti di petrolio: così l’ISIS ha finanziato la sua barbarie

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:37

isis petrolio milioniUna mente dello Stato Islamico ha ammesso che il suo gruppo terroristico ha saccheggiato petrolio e una “quantità impressionante di antichità” per alimentare la sua “cassaforte di guerra”. 

L’iracheno Abdul Nasser Qardash, noto anche come The Destroyer, ha confessato in un’intervista in prigione che il saccheggio e le vendite di petrolio hanno finanziato un budget pari a svariati milioni di sterline, che ha consentito all’ISIS di reclutare molti adepti, tra cui tantissimi adolescenti.

Qardash è stato arrestato a maggio e si trova ora recluso in Iraq. Il terrorista, che ha 53 anni, è in attesa di processo dopo essere stato tra i protagonisti della scia di morte, torture e altri barbari crimini commessi in tutto il Medio Oriente.

Un guadagno pari a circa 390 milioni di euro

“Abbiamo provato a trasferire le reliquie in Europa per venderle”, ha poi aggiunto l’iracheno. Durante gli anni di dominio nelle aree di Iraq e Siria, lo Stato Islamico ha distrutto chiese cristiane, moschee sciite e altri edifici storici, saccheggiando tesori e guadagnando immense fortune, come ricorda il quotidiano “Metro”.

Qardash aiutò il defunto Abu Bakr al-Baghdadi a formare la rete terroristica dell’ISIS nel 2011. Il gruppo terroristico ha guadagnato milioni dalle vendite di carburante: il contrabbando di petrolio nell’Iraq occidentale e nella Siria orientale ha fruttato qualcosa come 350 milioni di sterline, pari a circa 392 milioni di euro.

 

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