“Conte cade, Conte cade. Ma non è così”: parola del Premier. Che dice no alla calma: “Bisogna agire”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:56

Dal primo giugno 2018 è il Presidente del Consiglio.

Con due differenti maggioranze alle spalle (differenti e non di poco, se è vero che prima ha governato con la Lega e adesso sta governando col Pd), è già all’undicesimo posto nella classifica dei Presidenti del Consiglio per durata incarico con la differenza che tutti quelli che lo precedono erano politici di professione (al primo posto c’è Silvio Berlusconi, al decismo Matteo Renzi – lontano circa 300 giorni).

Giuseppe Conte non sembra avere intenzione di mollare, anzi.

E in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, assicura: “Non mi pare di essere accerchiato più di quanto lo fossi nella prima fase. In tutti questi mesi ho sentito dire in continuazione: Conte cade, Conte cade. Fa parte del gioco, ho imparato a non meravigliarmi. Ma come si vede e si vedrà, non è così“.

E sottolinea come sia necessario agire con urgenza: “Non possiamo ritardare il confronto con imprenditori, sindacati, categorie. L’urgenza non nasce da un mio capriccio ma dalla realtà che preme. Bisogna muoversi da subito”.

Sì alla concertazione con tutte le forze della maggioranza, ma no alla calma: “Sento dire che occorre farlo con calma. Ma quale calma? Ci prendiamo qualche giorno per coinvolgere appieno le forze di maggioranza, e lo facciamo. Poi chiamiamolo patto, chiamiamolo confronto. Ma non va rimandato”.

Conte ha quindi sostanzialmente smentito le tensioni in senso alla maggioranza: “la verità è che quando si arriva alla sostanza delle cose, asciugandole dalle polemiche, ci si rende conto che questa maggioranza è composta da partiti responsabili, che capiscono bene quali siano le priorità del Paese”.

“Il clima è migliore di quello che sembra. E anche alcune perplessità del Pd sono rientrate”.

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