Coronavirus, Arcuri dalla Annunziata: “Non dobbiamo credere che questa emergenza sia finita”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:58

Arcuri - app Immuni - Immagine Ansa

Per il commissario per l’Emergenza Domenico Arcuri il coronavirus è ancora un pericolo concreto: l’app Immuni rappresenta un valido aiuto. Scaricata già da 2 milioni di persone.

In un intervento a ‘1/2 ora in più’ su Rai3  il commissario Arcuri ha parlato di come l’emergenza coronavirus sia ancora in atto e tale rimarrà fino alla scoperta di un vaccino accessibile a tutti. Arcuri ha elogiato gli italiani per il comportamento tenuto durante la quarantena, grazie al quale ha avuto inizio la fase due. Quello del commissario per l’Emergenza è al contempo un invito alla responsabilità, al non abbassare la guardia durante questa nuova fase di convivenza con il virus.

Virus di cui potrà esserci una recrudescenza, la cui gravità sarà connessa al comportamento virtuoso o meno della popolazione.

“Ci sarà una recrudescenza se non ci comportiamo responsabilmente. Se invece lo saremo potrà esserci una qualche ulteriore, ma sarà contenuta”

L’andamento di Immuni, la app per il monitoraggio

Da quanto dichiara Arcuri, la nota app Immuni è stata staricata sui cellulari di 2 milioni di italiani e inizierà a funzionare da domani in via sperimentale su 4 regioni.  “E’ una app molto utile e il tracciamento è una componente essenziale per questa fase”.

Riguardo al fatto che ogni regione sta realizzando app di tracciamento personali, afferma: “Quando studiavo mi dicevano che la moneta buona scaccia quella cattiva – ha detto – e sono sicuro che Immuni sarà la più utile per le esigenze”

Per il commissario Arcuri parte della soluzione sarebbe nel “dare la caccia agli asintomatici con una strategia nazionale, che in una fase come questa sono più importanti di chi il virus ce l’ha“. Rispetto a marzo infatti il paese è ora preparato ad effettuare 92.000 tamponi al giorno, 30.000 in più rispetto al mese scorso.

Test molecolari in grado di affermare con certezza se si è in presenza di un contagiato. Per  Arcuri è necessario “far pagare i test sierologici un prezzo accettabile”.

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