“Radio Radio”, chiuso il canale YouTube. È polemica: per Diego Fusaro si tratta di censura

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:49

Da qualche ora il canale YouTube di “Radio Radio”, canale seguito da circa 190mila followers, è stato chiuso. Scoppia la protesta e parla anche Diego Fusaro

Radio Radio è l’Evoluzione della Radio. Negli anni ’80 diventa la Prima Talk Radio Italiana e la prima ad adottare il servizio di riconoscimento testuale e scelta automatica delle frequenze Radio Data System. Oggi, dopo più di trent’anni, Radio Radio è fruibile su tutte le piattaforme multimediali con il massimo della qualità e la libertà di espressione dei suoi conduttori, commentatori e opinionisti. Radio Radio è libera da sempre, libera per sempre!

(Dal “Chi Siamo “ della pagina web di “Radio Radio”)

Su tutte le piattaforme multimediali, ma da qualche ora non su YouTube. Si, perché il canale di RadioRadio.it seguito sul “Tubo” da circa 190mila followers è stato oscurato, e questo ha scatenato la reazione di chi ritiene si tratti di una censura che presto colpirà  altri baluardi dell’informazione libera.

Canale YouTube di “Radio Radio” chiuso, parla Diego Fusaro: “È iniziata la repressione”

La chiusura del canale YouTube di Radio Radio ha fatto insorgere alcuni volti noti del mondo della scrittura e della politica italiana. Diego Fusaro, dal suo canale, parla chiaramente di censura per “un canale guida del pensiero non allineato e non conformistico” e porge la sua solidarietà a Fabio Duranti:

È ufficiale: è stato chiuso il canale YouTube di Radio Radio. la radio che da tempo si era attestata in prima linea grazie al suo leader Fabio Duranti, in prima linea nella diffusione di vere notizie e nella lotta alle fake news del sistema.  In pratica, Radio Radio era diventata una sorta di Radio Londra della libera informazione contro il nuovo principio dell’omologazione e del nuovo capitalismo terapeutico. Su Radio Radio vi erano rubriche libere, di libero pensiero, pluralistiche , che davano spazio e a tutti coloro i quali avevano un’altra verità- rispetto a quella ufficiale- da narrare (…)” .

Abbiamocontinua Fusarola prova di quanto  già da tempo diciamo: che nel sistema capitalistico chiamo ano con il nobile nome di democrazia l’autogoverno delle classi dominanti che finisce puntualmente per silenziare chi non sia allineato. In sostanza, chiamano democrazia la libertà di dire  e di fare ciò che si vuole a patto che si voglia sempre dire e fare ci che essi, i dominanti vogliono. Questo è il principio generale di questa falsa democrazia di mercato(…)”. Per poi concludere con la svolta aggressiva del capitalismo: “Siamo soltanto all’inizio, credo. È l’incipit di tutta la repressione di tutte le voci non allineate (…)”.

Parla di attacco all’informazione libera anche lo scrittore Cosimo Massaro:

ATTACCO ALL’INFORMAZIONE LIBERA DA PARTE DEL PENSIERO UNICO DOMINANTE.
HANNO CHIUSO IL CANALE YOUTUBE DI RADIO RADIO TV, UNA DELLE POCHE VOCI LIBERE.

UNIAMO LE NOSTRE ENERGIE CONTRO LE FORZE OSCURE DELLA MENZOGNA (…)”, ha scritto sul suo profilo Facebook.

Canale YouTube di “Radio Radio” chiuso: violazione delle norme della community di Youtube

Il canale YouTube di Radio Radio sarebbe stato chiuso “per violazione delle Norme della community di YouTube”. E questo, come ci spiega anche la policy ufficiale, è quello che succede quando i gestori della pagina ricevono tre messaggi di avvertimento nell’arco di 90 giorni. Insomma, o si rientra dalle violazioni (vere o presunte) o la pagina viene chiusa.

Il motivo effettivo della chiusura del canale non è stato spiegato. Probabile che possa essere riferito- come rivela Nextquotidiano.it–  ai video dai contenuti inerenti teorie complottistiche (comprese quelle sul 5G e sul Coronavirus), contro i quali Google aveva annunciato una stretta per YouTube già nel 2019. Radio Radio è molto seguita dai complottisti italiani, probabilmente attirati da diversi contenuti ritenuti boderline pubblicati sul canale, e in queste ore stanno protestando in rete per quanto accaduto. Ma, certamente, non si può parlare di complotto ordito addirittura dal Governo italiano per far venire meno delle libertà in quanto si tratta di decisioni prese da YouTube in base alle regole dettate dalla piattaforma.

Maria Mento

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