Profezia Maya: il 2020 è in realtà il 2012 e la fine del mondo è imminente? Facciamo chiarezza

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:17

Un piccolo errore di calcolo nella profezia Maya? Secondo alcuni la fine del mondo è fissata al 2020, ma è necessario fare chiarezza su alcuni aspetti

Secondo alcune credenze e profezie legate alla storia dei Maya, il 21 dicembre 2012 sarebbe stata la data del calendario gregoriano nella quale il mondo, a causa di eventi catastrofici di proporzioni planetarie, avrebbe avuto fine. La profezia, tuttavia, si è rivelata errata per delle precise motivazioni.

La profezia dei Maya potrebbe ancora avverarsi?

Negli ultimi giorni è tornato in auge il dibattito sull’ipotetica fine del mondo, a seguito della condivisione di nuove teorie sul calendario giuliano, secondo le quali la terra si troverebbe attualmente nel 2012, e non nel 2020. Questo, dunque, implicherebbe che la fine del mondo profetizzata dai Maya potrebbe ancora avverarsi. 

Secondo il nuovo calendario dovremmo trovarci nel 2012

Il calendario gregoriano ha sostituito dal 1582 in poi quello Giuliano, con uno scarto di 11 giorni nei quali gli studiosi dell’epoca avrebbero dovuto riflettere sul tempo che la Terra necessita per orbitare attorno al sole. Se si sommano questi 11 giorni persi per ciascun anno dall’introduzione del nuovo calendario ad oggi (ovvero quelli accumulati negli ultimi 286 anni), dovremmo in realtà trovarci nell’anno 2012, e non nel 2020. Secondo lo scienziato Paolo Tagaloguin quegli 11 giorni sono esattamente il tempo che si è perso nel passaggio da un tipo di calendario ad un altro, arrivando attualmente ad uno scarto di 8 anni esatti. 

Ma il calcolo non è del tutto attendibile

Nonostante su twitter siano numerosissimi gli utenti che avallano la teoria di cui Tagaloguin si fa portavoce, il calcolo non è del tutto esatto. Secondo alcuni utenti, infatti, il calendario che andrebbe preso come riferimento è quello Etiope, che rifletterebbe la data corretta seguendo il calendario giuliano. Quest’affermazione non è tuttavia attendibile, in quanto il calendario etiope, esattamente come quello giuliano, ogni quattro anni aggiunge un giorno bisestile, fissando la data di inizio anno il 29 o il 30 agosto. Il divario di sette/otto anni tra il calendario dell’Etiopia e quello gregoriano non deriva dallo scarto degli 11 giorni, ma da un calcolo differente che viene effettuato per indicare la data dell’Annunciazione, quindi il calcolo effettuato è del tutto inattendibile. Se dunque oggi decidessimo di ritornare al calendario giuliano, ci troveremmo all’incirca nel 25 maggio.

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