Aboubakar Soumahoro si incatena davanti a Villa Pamphili: “Il Governo deve ascoltare il grido di dolore degli esclusi”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:29

Aboubakar Soumahoro si è incatenato fuori da Villa Pamphili. Sono tante le richieste del sindacalista, dal cambio di direzione sulle politiche migratorie fino alla riforma della filiera agricola.

L’attivista e sindacalista Aboubakar Soumahoro ha intrapreso questa mattina una protesta simbolica, mentre il governo è impegnato a Villa Pamphili con gli Stati Generali dell’economia. L’uomo si è incatenato fuori da Villa Pamphili e intraprenderà un simbolico sciopero della fame. Molte le sue richieste, dal cambio di direzione sulle politiche migratorie alla riforma della filiera agricola, passando per un piano nazionale sull’emergenza lavoro.

Queste le sue parole: “Oggi, inizio lo sciopero della fame e mi incateno qui a Villa Pamphili dove si stanno tenendo gli Stati Generali, finché il governo non ascolterà il grido di dolore di noi invisibili e di tutti gli esclusi. Rimarrò qui finché il Governo non ci darà risposte chiare su 3 punti: riforma della filiera agricola; varo di un Piano Nazionale Emergenza Lavoro; cambio delle politiche migratorie”.

E ancora: “Non lasciateci soli in questa battaglia, ma portateci la vostra solidarietà, le vostre sofferenze e i vostri sogni”.

Aboubakar Soumahoro incatenato a Villa Pamphili: “Qui finché il governo non ascolterà il grido di dolore di noi invisibili e di tutti gli esclusi”

L’azione simbolica dell’attivista ha suscitato molte reazioni positive. Il movimento delle sardine è favorevole alla protesta di Aboubakar Soumahoro: “Come sardine aderiamo sia nella sostanza che nello stile alla sfida lanciata da Aboubakar. Una proposta umile, intelligente e rivoluzionaria. Aggregare le battaglie, farsene carico senza interessi elettorali, arrivare alla radice dei problemi: questo è l’inizio di quella grande ‘coalizione’, dialogo e speranza che auspichiamo da mesi.

L’Usb (Unione Sindacale di Base) ha scritto: “Aboubakar Soumahoro si è incatenato questa mattina nei pressi della sede degli Stati Generali e ha iniziato uno sciopero della fame che andrà avanti finché il governo non ascolterà il grido di dolore degli invisibili e degli esclusi. A partire dalle grida dei braccianti dimenticati dalla cosiddetta regolarizzazione prevista nel Decreto Rilancio”.

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